Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Resistenza’

IN QUESTO NUMERO:

 I Sommersi ed i Salvati  
 Facebook, precauzioni d'uso  
 Decima 2.0, BRAVE DREAMS
 Misteri a Decima (risposta)
 A proposito di scuola; Mondo Matto  
 La Cresima che c’è
 Piano neve a Decima
 Lo sapevate che .... 
 DEBORA SERRACCHIANI A DECIMA 

per i  prossimi numeri contiamo sul vostro contributo.
Scrivete a  decima.discute@gmail.com

Annunci

Read Full Post »

a cura di Angela Cocchi

Primo Levi - I sommersi ed i salvati


IL DOLOROSO PESO

 DELLA

 MEMORIA

“I SOMMERSI ED I SALVATI”

 “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.” (Primo Levi)


Sta tutta in questa frase l’attualità del pensiero di Primo Levi, nato a Torino nel 1919 da genitori di origine ebraica, laureato in Chimica a pieni voti (sul diploma di laurea viene precisato “di razza ebraica”) e scrittore “per caso”, dopo la sua dolorosa esperienza prima a Fossoli (Modena) e, infine, ad Auschwitz.

A quarant’anni dalla pubblicazione di “Se questo è un uomo”, la sua prima opera, nel 1986 Levi pubblica “I sommersi e i salvati”, che può essere definita un’opera sulla natura del male e sulla natura dell’uomo e considerata il suo testamento morale. Primo Levi, infatti, pose fine alla sua vita nel 1987.

Nel libro l’autore torna sull’esperienza dei Lager nazisti per leggerla come una vicenda attraverso cui è possibile capire fin dove può arrivare l’uomo nel ruolo del carnefice e in quello della vittima. La sua indagine porta alla luce la «vergogna del sopravvivente», il senso di colpa del «salvato», che è portato a credere di essere rimasto vivo al posto di un altro (“il sommerso”), più debole, a cui egli ha sottratto qualcosa. Nel mezzo si trova la “zona grigia”, quella della collaborazione, in generale fatta da poveri diavoli che lavorano come tutti gli altri, poi ci sono altri che occupano posizioni di comando ed hanno un potere illimitato. Un caso limite di collaborazione è rappresentato dalle squadre speciali, gruppi di prigionieri che avevano la gestione dei crematori e costituiti da ebrei.

Quando cominciarono a diffondersi le notizie riguardanti le infamie dei Lager, anche i civili facevano finta di non accorgersi di nulla. Si fingeva di non sapere, di non conoscere il dramma che si stava svolgendo per milioni di persone. La cosa peggiore è stata proprio la “viltà entrata nel costume”.

La lezione dell’Olocausto ha, quindi, una valenza generale ed attuale. Nelle zone grigie ognuno si sente autorizzato a cavarsela da solo, farsi gli affari propri, trovare una forma di sopravvivenza. E così chiudiamo gli occhi davanti alle ingiustizie, alle violenze, fisiche o psicologiche dei nostri colleghi di lavoro, ai diritti violati, alla libertà negata. Impariamo ad Indignarci di nuovo!

[…] Ci viene chiesto dai giovani, tanto più spesso insistentemente quanto più quel tempo si allontana, chi erano, come erano fatti i nostri” aguzzini”. … Invece erano fatti della nostra stessa stoffa, erano esseri umani medi, mediamente intelligenti, mediamente malvagi: salvo eccezioni, non erano mostri, avevano il nostro viso, ma erano stati educati male.’

(Primo Levi, I sommersi e i salvati, 1986)

Impegniamoci quotidianamente affinché simili situazioni non si verifichino

Read Full Post »

A cura di Morena Tassinari

Domenica 2 ottobre 2011, ore 14.30. Partono due pullman da Piazza delle Poste; si recheranno a Bologna in San Pietro per celebrare la discussa Cerimonia della Cresima.

Nei due pullman si respira un’aria festosa, quasi da gita, e si vedono facce sorridenti, bambini allegri e spensierati, adulti (genitori, nonni, parenti) tranquilli. Arriviamo in Cattedrale ed i pullman ci scaricano proprio alle porte di San Pietro (molto comodo per chi come me ha dei problemi di deambulazione) ed entriamo in un ambiente bellissimo e, cosa molto importante, BEN organizzato. Ognuno ha il suo posto, dai bambini, madrine, padrini ai genitori a parenti, TUTTI hanno un posto a sedere e … udite udite, la Cattedrale non è piena nonostante siamo in tantissimi (170 Cresimandi circa). Come ci era stato annunciato tutto è stato organizzato in modo perfetto. La Cerimonia è stata lunga, come ci aspettavamo, ma solenne ed, infine, ci hanno ricaricato sempre davanti alla Cattedrale. Il ritorno è stato una fotocopia dell’andata: tutti allegri, sorridenti e spensierati. Direi che abbiamo trascorso una giornata serena da ricordare con un sorriso, come un bel ricordo. A proposito, io non sono una frequentatrice assidua della chiesa, ma mi chiedo una cosa: mi sbaglio o il PERDONO è contemplato? E’ da gennaio 2011 che si discute, brontola, inveisce, sul fatidico sbaglio compiuto dal Don, sbaglio di cui peraltro ha chiesto SCUSA pubblicamente. In un caso come questo, mi chiedo, è giusto continuare ad infierire o sarebbe meglio perdonare? Penso che comportarsi da persone civili ed educate sia contemplato, come avere FEDE, nei canoni cristiani e forse anche cattolici. Se non riusciamo a perdonare una persona per un errore non gravissimo di cui chiede scusa, quando andiamo in chiesa a pregare, che cosa preghiamo? Se non riusciamo ad essere clementi penso che non riusciremo a trasmettere niente di buono alle future generazioni, continuando con ripicche o arrabbiature siamo arrivati ad oggi … bel mondo ci ritroviamo. Vogliamo continuare così o, nel nostro piccolo, cominciare a cambiare? Io me lo sto chiedendo da gennaio e non riesco ancora a capire come si può continuare ad essere arrabbiati per così tanto tempo. PERDONARE non vuol dire farsi mettere i piedi in testa da tutti. Ma forse, come dice Martin Luther King, “non abbiamo ancora imparato l’arte di vivere come fratelli!”. Speriamo di riuscirci presto.

(N.d.R. Al momento della pubblicazione il Parroco ha già reso noto la data della Celebrazione della Cresima per i ragazzi delle Classi V: il 7 ottobre 2012 in Cattedrale a Bologna. Speriamo che questo fatto  non sia, anche quest’anno, motivo di divisioni fra persone della stessa Comunità e che Don Simone venga incontro, come ha fatto, alle esigenze delle singole famiglie.)


Read Full Post »

a cura dell’Ufficio Stampa del Comune di San Giovanni

Lunedì 5 dicembre ricorre il 67° anniversario del Rastrellamento di Amola, Le Budrie e Borgata Città. Per l’occasione il Comune di Persiceto, medaglia d’argento al valor militare per attività partigiana, insieme all’Anpi, al Comitato per la difesa dell’ordine Democratico e ai circoli Minezzi e Accatà, organizza alcune iniziative commemorative: letture, video, cene, musica e incontri.
Giovedì 1 dicembre alle ore 20.30, presso il Circolo Arci Socrate Minezzi, Sala Cheek to Cheek, via Rocco Stefani 3, dopo il saluto del sindaco Renato Mazzuca, si svolgeranno letture di testimonianze accompagnate dai canti del Coro Terre d’acqua con la partecipazione di Aned Bologna e di Armando Gasiani (ex deportato a Mathausen). Seguirà la proiezione del video realizzato a maggio 2011 in occasione dell’Incontro internazionale di Mauthausen, che riprende la deposizione presso il campo di una lapide in ricordo dei deportati persicetani.
Sabato 3 Dicembre alle ore 20, al Circolo Arci Akkatà, “Amola Red Session – Cibo, parole e musica di resistenza”, cena e a seguire concerto del gruppo Itacà (per la prenotazione della cena 328 6751548).
Domenica 4 dicembre alle ore 9, in piazza Garibaldi, partenza del pullman per Le Budrie e Borgata Città e alle ore 10, nella sala consiliare del Municipio incontro “Resistenza alla dittatura nazifascista e 150° Anniversario dell’Unità d’Italia: un filo indistruttibile unisce nel tempo e nello spazio l’impegno per la democrazia e la civiltà” con il saluto del Sindaco Renato Mazzuca.
Domenica 11 dicembre, infine, alle ore 8.30, con ritrovo in piazza Garibaldi, partenza di un pullman per Sabbiuno, per commemorare il 67° anniversario dell’eccidio di Sabbiuno.
  
30.11.2011
Lorenza Govoni

Read Full Post »

IN QUESTO NUMERO:

 Ticket Sanitari
 I nostri SuperEroi
 Mi racconti una Storia?
 Notizie in pillole (risposta)
 Misteri a Decima
 La Cresima che non c’è
 Caritas a Decima ... Che cos’è? 

per i  prossimi numeri contiamo sul vostro contributo.

Scrivete a  decima.discute@gmail.com

Read Full Post »

A cura di Angela Cocchi

Mi sono sempre chiesta come sia possibile restare indifferenti di fronte a situazioni a dir poco scandalose, anche quelle che ci toccano da vicino. Non siamo più capaci di indignarci, o anche solo di scandalizzarci, spesso chiudiamo gli occhi per non vedere e lasciamo che le cose ci scivolino sopra, come l’acqua di un torrente che scorre e si porta via i tronchi caduti, i detriti e spesso i rifiuti che l’uomo ha buttato dentro.

Siamo di fronte ad una caduta senza precedenti della democrazia e dell’etica pubblica, …, dichiarazioni di guerra alla magistratura, ostentazione di disonestà.” – scrive Don Gallo.

E molto di più: indifferenza verso il prossimo, il fratello, l’amico, il compagno, non importa il nome che utilizziamo. L’apparenza è ciò che conta, lo spot in cui ci compiaciamo di noi stessi e diciamo che siamo i più bravi, mentre la colpa della situazione attuale ricade su altri. Sempre sugli altri, perché noi abbiamo i nostri problemi e non abbiamo tempo e/o strumenti per fare qualcosa. Sulla scia di questo groviglio di pensieri, la frase di Stéfane Hessel, pronunciata ai giovani studenti delle scuole superiori, forse dovrebbe essere uno dei nostri Comandamenti: è il significato che possiamo attribuire al termine di “Resistenza” oggi.

Resistere significa rendersi conto che siamo circondati da cosa scandalose che devono essere combattute “con vigore”.

Resistere significa rifiutare di considerare ogni cosa come disgraziatamente definitiva.

Resistere non significa, però, solamente riflettere, bisogna anche agire.

Ricordiamo la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 10 dicembre 1948, della stesura della quale Hessel ha fatto parte, e che riprende i fondamenti della nostra bistrattata Costituzione:

Art. 22Ogni individuo … ha diritto alla sicurezza sociale. Egli può esigere la realizzazione … dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità”.

Art. 25Ognuno ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute      … cure mediche e ai servizi sociali necessari”.

Art. 26Ogni individuo ha diritto all’istruzione … l’istruzione superiore deve essere ugualmente accessibile a tutti sulla base del merito. L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo delle personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Possiamo dire che il nostro Paese va in questa direzione? Possiamo dire che le scelte dell’attuale governo, fino a quelle della Amministrazione più vicina  a noi, vanno in quella direzione? Possiamo dire che NOI, tutti NOI, nel nostro piccolo, ci impegniamo per migliorare le cose? Non so se riusciremo “a dare delle risposte”, come auspica la Redazione di Marefosca, dando forse troppa importanza ad un’iniziativa editoriale supportata solamente dalla caparbietà di un gruppo di … Resistenti Moderni (?). Nel ringraziare Marefosca, possiamo assicurare che a volte anche solo gettando un piccolo sasso nel …. canale si ottengono le risposte desiderate!

Un uomo è un vero uomo soltanto quando è davvero impegnato e si sente responsabile” (S. Hessel)

Read Full Post »

a cura di Sara Accorsi

Finalmente la bella stagione, finalmente le finestre aperte! L’aria non ancora torrida entra e sulla scia del fresco, il profumo di glicini, poi quello dei tigli, poi quello delle magnolie, quello di qualche grigliata vicina si uniscono al vociare di chi passa in strada a piedi o in bicicletta, a quello dei vicini e dei bambini in cortile, ai meno piacevoli passaggi di auto o ai suoni poco discreti degli attrezzi di chi sistema erba e piante. Il mutare delle stagioni, insomma, è ben percepito anche dai sensi, come sa bene il popolo sempre in crescita degli allergici o la gustosa categoria dei gelatai! Ma c’è un’eccezione che conferma la regola. C’è una presenza che valica ogni stagione, che continua indisturbata la sua attività per ogni sacrosanta stagione, che prosegue incurante di quanto accada in natura! Nonostante la sua invasiva permanenza sul pianeta, non è l’uomo. Nonostante le mutazioni genetiche grintose e vincitrici su ogni disinfestante, non è nemmeno la zanzara. Qui si parla dell’animale più domestico e meno voluto, cioè dell’animale che tutti hanno a casa pur tentando in ogni modo di allontanarlo: il piccione. Non è forse vero che tanti se non tutti l’hanno avuto almeno una volta su i tetti o sui davanzali? Non è forse vero che almeno una volta tanti se non tutti hanno avuto a che fare con le sue esigenze diuretico-intestinali, tranquillamente esercitate come si fosse sentito a casa? Alle volte, osservando gli inequivocabili segni dei passaggi di un piccione, non ci si ritrova anche a fantasticare su quale possa esser stata la dinamica dell’operazione, la direzione del volo, la sincronia dei movimenti? Se esiste qualche fortunato che non abbia in mente alcuna simile situazione, faccia due passi in prossimità della chiesa e osservi la zona alta della facciata della canonica. Compiono, insomma, mirabolanti imprese, volano, sono ovunque, nulla li ferma, non temono nulla, nemmeno i fuochi del festone! Che dire? Sono supereroi invincibili! Dominano ogni spazio, basta che possano appoggiarsi! Mangiano con uno spirito di selezione più basso di quello delle galline! Nessuno è nella catena alimentare dopo di loro perché, pur fossero predati, la loro tossicità è nota e vince su ogni superficie e contro ogni agente pulente! Ci sono città che hanno introdotto predatori volanti, come falchi pellegrini e sono spariti solo i passerotti! Ma allora non hanno nemici? Ecco un elemento atipico nello loro supereroicità.
Quale super eroe non ha un nemico? Ma c’è un’altra stranezza: non sono né unici, né rari. Sono flotte, eserciti accampati là dove si tenta ogni strategia per non farli restare.


In barba, agli aghi-anti-piccioni. Se qualcuno può osservare qualche casa dall’alto, curiosando dentro le grondaie vicine, noterà come il più delle volte siano piene di questi aghi e continuino ad esser ben popolate! E ciò succede su davanzali, antenne, macchine dei condizionatori, pali e paletti. Chi non sceglie gli aghi, sceglie i fili elettrici. Chi non scegli i fili elettrici, sceglie didispositivi sonori. Chi non sceglie i dispositivi sonori, sceglie finti falchetti. Chi non sceglie finti falchetti, crea filamenti con le carte luccicanti delle uova pasquali. Chi non crea filamenti, tenta con finte serpi, con veleni, con colpi a pallini.
Ci sono Comuni favorevoli a regolari catture di masse. E se il Comune è silente? Unica soluzione: gruppi di auto-mutuo-aiuto per superare lo stress da tubamento turbativo!

Nd.R La situazione ‘piccioni’ nel territorio persicetano (capoluogo e frazioni) è monitorata da Sustenia srl. In termine specifico, si parla di ‘controllo delle popolazioni sinantrope di colombi’, controllo che viene effettuato periodicamente con conteggi sulle quantità e i luoghi di assembramento e con interventi mirati non a coronare il sogno di alcuni di far migrare i piccioni, ma di mantenere il numero entro soglie ‘sopportabili’ o, in termini specifici, a mantenere una densità equilibrata. Ma come si controlla Sua Maestà il piccione? L’eliminazione è inefficace: in una stagione riproduttica, il numero torna a livello! La strada della sterilizzazione dei maschi? Onerosa sia quella chirurgica che quella chimica, mediante pastigline opposte a quella blu ben più famosa. Quindi? Ecco le strategie più efficaci: limitare i siti di nidificazione e le aree di sosta, installare dissuasori incruenti, ridurre le risorse alimentari, soprattutto indicato per chi lancia chili di briciole ai poveri colombi deperiti! In merito ai dissuasori, sì agli spilli, da abolire, invece, quelli acustici perché non ci sono suoni deterrenti per il colombo e soprattutto perché il piccione gode di alta assuefazione al disturbo: si possono riporre con buona pace acustica del proprio isolato! Ultima questione importante: la dott.ssa Fossati, della facoltà di Medicina Veterinaria di Milano, garantisce che…nessuna infezione specifica è portata dai colombi, al massimo loro offrono ospitalità e diffusione a zecche, acari, pidocchi e qualche batterio o virus. Sembra si possano dormire sogni tranquilli e se non ci si fida dei conteggi? A Decima il Silos della partecipanza o la zona tra la Chiesa e l’ex scuola elementare sono le località di sosta preferite!
Anche nel Comune di Cento i nostri SuperEroi sono numerosi e contro di loro si sono accanite squadre di cittadini armati di petizioni ed aghi. Il ViceSindaco Mario Pedaci (medico) pare abbia trovato un’arma micidiale: OVISTOP un mangime specifico ad azione antifecondativa. I risultati si vedranno con il prossimo monitoraggio … intanto la lotta contro Sua Maestà il piccione continua …

Read Full Post »

Older Posts »