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a cura di Angela Cocchi

Primo Levi - I sommersi ed i salvati


IL DOLOROSO PESO

 DELLA

 MEMORIA

“I SOMMERSI ED I SALVATI”

 “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.” (Primo Levi)


Sta tutta in questa frase l’attualità del pensiero di Primo Levi, nato a Torino nel 1919 da genitori di origine ebraica, laureato in Chimica a pieni voti (sul diploma di laurea viene precisato “di razza ebraica”) e scrittore “per caso”, dopo la sua dolorosa esperienza prima a Fossoli (Modena) e, infine, ad Auschwitz.

A quarant’anni dalla pubblicazione di “Se questo è un uomo”, la sua prima opera, nel 1986 Levi pubblica “I sommersi e i salvati”, che può essere definita un’opera sulla natura del male e sulla natura dell’uomo e considerata il suo testamento morale. Primo Levi, infatti, pose fine alla sua vita nel 1987.

Nel libro l’autore torna sull’esperienza dei Lager nazisti per leggerla come una vicenda attraverso cui è possibile capire fin dove può arrivare l’uomo nel ruolo del carnefice e in quello della vittima. La sua indagine porta alla luce la «vergogna del sopravvivente», il senso di colpa del «salvato», che è portato a credere di essere rimasto vivo al posto di un altro (“il sommerso”), più debole, a cui egli ha sottratto qualcosa. Nel mezzo si trova la “zona grigia”, quella della collaborazione, in generale fatta da poveri diavoli che lavorano come tutti gli altri, poi ci sono altri che occupano posizioni di comando ed hanno un potere illimitato. Un caso limite di collaborazione è rappresentato dalle squadre speciali, gruppi di prigionieri che avevano la gestione dei crematori e costituiti da ebrei.

Quando cominciarono a diffondersi le notizie riguardanti le infamie dei Lager, anche i civili facevano finta di non accorgersi di nulla. Si fingeva di non sapere, di non conoscere il dramma che si stava svolgendo per milioni di persone. La cosa peggiore è stata proprio la “viltà entrata nel costume”.

La lezione dell’Olocausto ha, quindi, una valenza generale ed attuale. Nelle zone grigie ognuno si sente autorizzato a cavarsela da solo, farsi gli affari propri, trovare una forma di sopravvivenza. E così chiudiamo gli occhi davanti alle ingiustizie, alle violenze, fisiche o psicologiche dei nostri colleghi di lavoro, ai diritti violati, alla libertà negata. Impariamo ad Indignarci di nuovo!

[…] Ci viene chiesto dai giovani, tanto più spesso insistentemente quanto più quel tempo si allontana, chi erano, come erano fatti i nostri” aguzzini”. … Invece erano fatti della nostra stessa stoffa, erano esseri umani medi, mediamente intelligenti, mediamente malvagi: salvo eccezioni, non erano mostri, avevano il nostro viso, ma erano stati educati male.’

(Primo Levi, I sommersi e i salvati, 1986)

Impegniamoci quotidianamente affinché simili situazioni non si verifichino

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a cura dell’Ufficio Stampa del Comune di San Giovanni

Lunedì 5 dicembre ricorre il 67° anniversario del Rastrellamento di Amola, Le Budrie e Borgata Città. Per l’occasione il Comune di Persiceto, medaglia d’argento al valor militare per attività partigiana, insieme all’Anpi, al Comitato per la difesa dell’ordine Democratico e ai circoli Minezzi e Accatà, organizza alcune iniziative commemorative: letture, video, cene, musica e incontri.
Giovedì 1 dicembre alle ore 20.30, presso il Circolo Arci Socrate Minezzi, Sala Cheek to Cheek, via Rocco Stefani 3, dopo il saluto del sindaco Renato Mazzuca, si svolgeranno letture di testimonianze accompagnate dai canti del Coro Terre d’acqua con la partecipazione di Aned Bologna e di Armando Gasiani (ex deportato a Mathausen). Seguirà la proiezione del video realizzato a maggio 2011 in occasione dell’Incontro internazionale di Mauthausen, che riprende la deposizione presso il campo di una lapide in ricordo dei deportati persicetani.
Sabato 3 Dicembre alle ore 20, al Circolo Arci Akkatà, “Amola Red Session – Cibo, parole e musica di resistenza”, cena e a seguire concerto del gruppo Itacà (per la prenotazione della cena 328 6751548).
Domenica 4 dicembre alle ore 9, in piazza Garibaldi, partenza del pullman per Le Budrie e Borgata Città e alle ore 10, nella sala consiliare del Municipio incontro “Resistenza alla dittatura nazifascista e 150° Anniversario dell’Unità d’Italia: un filo indistruttibile unisce nel tempo e nello spazio l’impegno per la democrazia e la civiltà” con il saluto del Sindaco Renato Mazzuca.
Domenica 11 dicembre, infine, alle ore 8.30, con ritrovo in piazza Garibaldi, partenza di un pullman per Sabbiuno, per commemorare il 67° anniversario dell’eccidio di Sabbiuno.
  
30.11.2011
Lorenza Govoni

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