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Archive for the ‘Redazionale’ Category

A cura di Angela Cocchi

Pensavamo di doverci difendere al massimo dallo straripamento del Samoggia. Tenevamo sotto controllo le paratie, il livello dei canali, dei fiumi e ci lamentavamo quando una pioggia un po’ più consistente del solito causava allagamenti e le fognature davano segni di sofferenza. Molta sofferenza, in effetti.
All’improvviso ci siamo resi conto di essere molto più vulnerabili, di poter vedere azzerato in pochi secondi i sacrifici di una vita: la casa, l’attività lavorativa, i ricordi.
All’improvviso ci siamo resi conto che non ci conoscevamo abbastanza, non conoscevamo il nostro territorio e che quello che non conosciamo ci spaventa.
All’improvviso ci siamo resi conto di essere indifesi di fronte a quello che non si può prevedere e che quello che non riusciamo a controllare ci fa arrabbiare.
Ci siamo scoperti anche un po’ intolleranti nei confronti delle diversità e che l’integrazione vera è ben lontana dall’essere compiuta. L’integrazione non è omologazione e non è nemmeno assistenzialismo. E’ incontrarsi a metà strada e capirsi.
Come quando si mette su famiglia … ma anche la famiglia è in crisi, basta guardarsi intorno.
Abbiamo scoperto però anche di avere straordinarie capacità di reazione, di sapere rimboccarci le maniche e ricostruire quello che abbiamo perso con la caparbietà che solo chi ha lavorato una vita possiede.
Abbiamo scoperto che siamo capaci in pochissimo tempo di acquisire dimestichezza con vocaboli come sisma, placche, faglie, magnitudo, agibilità, vulnerabilità, liquefazione,  stoccaggio del gas e di riuscire a trovare tutto su web.
Abbiamo scoperto che i ritmi troppo veloci della nostra vita ci hanno fatto dimenticare la solidarietà, il piacere di condividere le nostre emozioni e, perchè no, le nostre paure, con gli altri.

Insieme.
Abbiamo scoperto che “Insieme” non è solo una bella parola, ma una straordinaria opportunità di superare i momenti difficili. E, questi, sono momenti difficili.

Decima c’è
per se stessa e per gli altri. Dal giorno dopo la prima scossa noi decimini ci siamo rimboccati le maniche per ricominciare e per aiutare i tantissimi, troppi, che stanno molto peggio.
Non possiamo sapere se la terra tremerà ancora, e per quanto, ma ognuno di noi è chiamato a dare il suo contributo, per se stesso e per la sua comunità.

“TENIAMO BOTTA!” Si riparte. Bona lé!

Un uomo è un vero uomo soltanto quando è davvero impegnato e si sente responsabile” (S. Hessel)

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A cura di Angela Cocchi

Il 13 novembre scorso il nostro Presidente della Repubblica  Napolitano ha messo in mano al Prof. Mario Monti le sorti del nostro Paese. Sembrano secoli ma sono solo pochi mesi, mesi in cui, finalmente, non si è parlato di festini e di bunga bunga, ma di scelte politiche, difficili, a volte drastiche, sicuramente impopolari per il popolo italiano. Di quelle che fanno perdere le elezioni e che solo un governo “a termine” può fare. In tre mesi sono state prese più decisioni di quante ne siano state prese negli ultimi 20 anni e, cosa ancora più importante, quando il Presidente del Consiglio Monti, o uno dei suoi Ministri, parla, lo capiamo, forse perchè è competente della materia e, quindi, sa spiegarla. Quale era la situazione dell’Italia? Il nostro paese era sull’orlo del baratro e qualcuno stava spingendo da dietro. Il baratro era una situazione simile a quella della Grecia oggi. Da dietro spingevano più o meno tutti a livello Europeo, non perchè avessimo un deficit più alto degli altri ma perchè il nostro paese aveva credibilità pari allo ZERO Assoluto. I motivi dell’assenza di credibilità erano/sono davanti agli occhi di tutti. L’Italia era governata da incompetenti e con un Presidente del Consiglio impresentabile a livello mondiale. Dopo molto tempo, finalmente, la lingua italiana ha avuto giustizia e la si può sentire parlare correttamente, congiuntivi compresi. Avevamo perso l’abitudine. Non si sente più parlare del tunnel fra l’Abruzzo e la Svizzera pieno di neutrini che ha fatto ridere la galassia, il ponte sullo stretto di Messina è scomparso dall’agenda delle “Grandi Opere”, che di grande hanno avuto solamente la quantità di denaro  che è fluito dalle casse dello Stato, cioè nostre, verso altri lidi, all’ “insaputa” del Governo ovviamente! A breve possiamo sperare che la parola Escort ci faccia pensare semplicemente ad un vecchio modello di auto della Ford? Tutto bene, quindi? Dalle scelte fatte dal Governo, direi che qualche aggiustatina nella direzione di una maggiore equità da una parte e di maggior coraggio dall’altra, vada fatta, ed in questo, il ruolo dei Partiti è fondamentale. Senza dimenticarci che, comunque, all’interno del Parlamento gli equilibri non sono cambiati: PDL+ Lega sono maggioranza, l’abbiamo visto nella vicenda che ha coinvolto Cosentino, mentre gli altri, PD compreso, sono minoranza. L’Italia sta ridiventando un Paese normale e credibile. Non bisogna lamentarsi dei sacrifici quando nei recinti non ci sono più animali e per anni si sono lasciati i cancelli aperti. In venti anni abbiamo assistito ad una involuzione desolante nel pensiero e nei valori: la cultura dell’apparire ha prevalso su quella dell’essere, lo studio è una perdita di tempo, si diventa adulti solo quando si guadagna, la legge è quella del più furbo.

Dovevamo aspettare ancora molto per sentire un concetto talmente semplice quanto banale: “Chi evade mette le mani nelle tasche degli italiani”? E ci voleva un Maestro di strada, attuale Sottosegretario alla Pubblica Istruzione, per dire che “nella vita non conta solo quello che serve ma anche quello che è importante”?  … a partire dall’Istruzione e, quindi, dalla Scuola …

Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza.” (Antonio Gramsci)

Un uomo è un vero uomo soltanto quando è davvero impegnato e si sente responsabile” (S. Hessel)

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A cura di Angela Cocchi

Mi sono sempre chiesta come sia possibile restare indifferenti di fronte a situazioni a dir poco scandalose, anche quelle che ci toccano da vicino. Non siamo più capaci di indignarci, o anche solo di scandalizzarci, spesso chiudiamo gli occhi per non vedere e lasciamo che le cose ci scivolino sopra, come l’acqua di un torrente che scorre e si porta via i tronchi caduti, i detriti e spesso i rifiuti che l’uomo ha buttato dentro.

Siamo di fronte ad una caduta senza precedenti della democrazia e dell’etica pubblica, …, dichiarazioni di guerra alla magistratura, ostentazione di disonestà.” – scrive Don Gallo.

E molto di più: indifferenza verso il prossimo, il fratello, l’amico, il compagno, non importa il nome che utilizziamo. L’apparenza è ciò che conta, lo spot in cui ci compiaciamo di noi stessi e diciamo che siamo i più bravi, mentre la colpa della situazione attuale ricade su altri. Sempre sugli altri, perché noi abbiamo i nostri problemi e non abbiamo tempo e/o strumenti per fare qualcosa. Sulla scia di questo groviglio di pensieri, la frase di Stéfane Hessel, pronunciata ai giovani studenti delle scuole superiori, forse dovrebbe essere uno dei nostri Comandamenti: è il significato che possiamo attribuire al termine di “Resistenza” oggi.

Resistere significa rendersi conto che siamo circondati da cosa scandalose che devono essere combattute “con vigore”.

Resistere significa rifiutare di considerare ogni cosa come disgraziatamente definitiva.

Resistere non significa, però, solamente riflettere, bisogna anche agire.

Ricordiamo la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 10 dicembre 1948, della stesura della quale Hessel ha fatto parte, e che riprende i fondamenti della nostra bistrattata Costituzione:

Art. 22Ogni individuo … ha diritto alla sicurezza sociale. Egli può esigere la realizzazione … dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità”.

Art. 25Ognuno ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute      … cure mediche e ai servizi sociali necessari”.

Art. 26Ogni individuo ha diritto all’istruzione … l’istruzione superiore deve essere ugualmente accessibile a tutti sulla base del merito. L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo delle personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Possiamo dire che il nostro Paese va in questa direzione? Possiamo dire che le scelte dell’attuale governo, fino a quelle della Amministrazione più vicina  a noi, vanno in quella direzione? Possiamo dire che NOI, tutti NOI, nel nostro piccolo, ci impegniamo per migliorare le cose? Non so se riusciremo “a dare delle risposte”, come auspica la Redazione di Marefosca, dando forse troppa importanza ad un’iniziativa editoriale supportata solamente dalla caparbietà di un gruppo di … Resistenti Moderni (?). Nel ringraziare Marefosca, possiamo assicurare che a volte anche solo gettando un piccolo sasso nel …. canale si ottengono le risposte desiderate!

Un uomo è un vero uomo soltanto quando è davvero impegnato e si sente responsabile” (S. Hessel)

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