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Archive for the ‘La nostra Memoria’ Category

a cura di Angela Cocchi


Carolina Girasole   C’E’ CHI DICE “NO”

“Non voglio la scorta,

datemi un geometra per

l’Ufficio Tecnico del mio comune”.

Queste le parole di Carolina Girasole a San Venanzio di Galliera, il 23 aprile 2012, in occasione della Presentazione del Rapporto Annuale di Avviso Pubblico, che ha visto la presenza anche di Andrea Orlando, Responsabile Nazionale Giustizia del PD.
Chi è Carolina Girasole? Carolina Girasole è una biologa a cui hanno chiesto di correre per l’incarico di Sindaco di una cittadina della Calabria, Isola di Capo Rizzuto, la cui amministrazione è stata sciolta per infiltrazioni mafiose. Carolina è l’emblema della voglia di riscatto della gente comune.
Quali sono le sue battaglie? La lotta a un abusivismo edilizio che mortifica la costa dell’Area marina protetta più grande d’Europa, l’abbattimento di numerosi manufatti edilizi costruiti, la collaborazione con “LIBERA” per la costituzione di una cooperativa sociale sui beni confiscati al clan Arena e affidati al Comune. giovanni falcone
Il sindaco ha inoltre ripreso in mano vecchi bandi che andavano sempre a favore dei soliti noti, scoprendo che erano state siglate delle convenzioni “per le quali spettano solo cifre ridicole al territorio di Isola”.
Ha avuto il coraggio di riorganizzare le risorse umane all’interno del Comune, dove in qualche ufficio alcune figure avevano generato un sistema di scambi e favoritismi, partendo dai servizi sociali. LIBERA

Suo padre, quando si era candidata,  le aveva detto:  “Fai quello che senti, ma sappi sin da ora che nessuno ti dirà grazie”.

Infatti, l’amministrazione comunale è stata oggetto di ben tre atti intimidatori in soli quattro giorni: sono state incendiate le auto di un dirigente comunale, del vice sindaco e del primo cittadino.
Da sottoscrivere, quindi, le parole di Graziano Delrio, Sindaco di Reggio Emilia, in occasione della Festa della Liberazione, dedicata alla lotta contro le mafie:
Noi pensiamo che i nuovi invasori siano le mafie. Ecco i nuovi nazisti. Ed ecco i nuovi partigiani: persone normali, una sindaca farmacista, una sindaca biologa, un collaboratore di un giornale locale, magistrati, preti e sindacalisti che non ci stanno. E anche noi: non ci stiamo”.

E non ci sta nemmeno la Regione Emilia Romagna, che ha approvato un’importante legge regionale “antimafie” dimostrando chiaramente qual’è l’intenzione: opporsi alle mafie e tenerle fuori dal proprio territorio. Lo scopo della legge, approvata all’unanimità con la sola eccezione della Lega Nord, è rendere il nostro territorio il più possibile “inospitale” per le varie mafie ed i loro investimenti, a cominciare dalla scuola.
Si comincia a scuola la cultura alla legalità.

Non ci sta il Governo.
All’inizio di Marzo, ben prima del terremoto, è stato firmato a Rimini dal Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri il nuovo protocollo tra Regione e Prefetture dell’Emilia Romagna che consente alla regione di chiedere al Prefetto,  per i lavori con importo minimo di 70 mila euro, le informative antimafia per le imprese che vogliono partecipare ai bandi di costruzione per i quali sono previsti contributi pubblici. Se a carico delle ditte richiedenti dovessero emergere elementi relativi a tentativi di infiltrazioni, la Regione provvederà a escluderle dai finanziamenti.
Il 14 giugno 2012 inoltre è stata aperta, a Bologna, la sezione della DIA in Emilia Romagna.
L’istituzione dell’ufficio operativo della Direzione Investigativa Antimafia arriva in un momento in cui il tessuto economico è reso ancora più vulnerabile dal dramma del terremoto. Le straordinarie opere di ricostruzione necessarie possono infatti stimolare gli “appetiti” della malavita organizzata, che dalle nostre parti ha sempre utilizzato l’economia quale canale privilegiato di contagio.

Non ci stanno i nostri Parlamentari.  
Il 31 maggio l’aula della Camera ha approvato due emendamenti di Salvatore Vassallo (Pd), all’articolo 2 del ddl anticorruzione, sulla trasparenza delle procedure di appalto.
La norma stabilisce che venga costituita on line una banca dati ‘aperta’ ai cittadini sulle informazioni essenziali che riguardano le opere e gli appalti. Gli interessati potranno poi scaricare quei dati.

L’obiettivo è semplice. Le amministrazioni pubbliche sono obbligate a pubblicare molte informazioni che però sono spesso ben nascoste in singoli documenti resi disponibili magari in Pdf che si possono “vedere”, uno ad uno, ma da cui è impossibile ricavare il quadro d’insieme. Sulla base dei due emendamenti, con riferimento ad appalti e incarichi di consulenza, quando la legge entrerà in vigore, le amministrazioni pubbliche dovranno produrre file riassuntivi esportabili e rielaborabili, da cui si potrà capire, ad esempio, quante volte la stessa impresa ha ottenuto appalti (o lo stesso consulente ha ottenuto incarichi) dalla medesima amministrazione in un dato anno e per quale importo complessivo, oppure quante volte gli importi liquidati non corrispondono agli importi di aggiudicazione” (Salvatore Vassallo, http://www.salvatorevassallo.com).

E’ considerando  questo forte impegno fra STATO e REGIONE, che occorre interpretare sia la nomina a Commissario Straordinario per il terremoto del Presidente della nostra Regione sia quella a vice commissari dei Sindaci dei Comuni colpiti.
Il controllo sull’utilizzo del denaro  e dei mezzi messi a disposizione deve rimanere sul territorio e devono essere le singole comunità colpite a vigilare su come saranno distribuite le risorse.

Spesso, infatti, le leggi ci sono ma la fallibilità dell’essere umano prevale.

Abbiamo una straordinaria opportunità e nello stesso tempo una difficile sfida.

“Per avviare la società verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il proprio dovere” (Giovanni Falcone)

“La cultura mafiosa è anche quando si pensa che le regole valgono solo per gli altri o quando non ci preoccupiamo dei più deboli. La scuola, in questo senso, ha il potere di tagliare le gambe alla criminalità. Per questo le mafie hanno più paura della scuola che della giustizia” (Don Luigi Ciotti)

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IO

Quando sono felice
non scrivo poesie:
spingo fuori le ali
sintonizzo la mente sul corpo
accendo i motori
e volo.
Teresa Calzati

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a cura di Angela Cocchi

In un periodo in cui la fiducia nei partiti è al minimo storico, in cui dilagano il populismo, la sfiducia nelle istituzioni e la sensazione che, in fondo, siamo tutti uguali, abbiamo voluto riportare l’attenzione sull’importanza della Politica e dei Partiti per il buon funzionamento della Democrazia.

L’abbiamo fatto inaugurando una sede di partito, quella del Circolo del Partito Democratico di San Matteo della Decima e dedicandolo ad una figura che consideriamo un esempio nel panorama politico nazionale: Nilde Iotti.

Per il Circolo PD di Decima, Domenica 11 marzo 2012 non è stata solo una bella giornata di sole, ma una grande festa, che abbiamo voluto condividere con iscritti, elettori ed amici. Oltre alla presenza di amici dei Circoli PD limitrofi, abbiamo avuto l’onore di ospitare anche una delegazione del Circolo PD Online “Impegniamoci” (www.impegniamoci.it). L’europarlamentare Debora Serracchiani è stata la madrina di questo importante evento ed è tornata a Decima a distanza di due anni, dopo la strepitosa campagna elettorale in occasione delle Elezioni Europee. Pur essendo decisamente “di parte”, non credo di esagerare dicendo che ha conquistato, con la sua semplicità ed i suoi modi diretti, proprio tutti. Nel suo intervento, ha affrontato tematiche importanti, come quella del lavoro, in merito alla quale ha sottolineato l’ormai evidente necessità di una riforma, di una importante riforma, magari impopolare, ma che sappia davvero salvare e far ripartire il Paese. Ha riportato l’esempio della Germania di Schröder: la riforma del lavoro in Germania costò al Partito Socialdemocratico Tedesco le elezioni, eppure seppe fornire al Paese la chiave di volta per una crescita non solo finanziaria.

Un ringraziamento veramente sentito al Segretario Regionale Stefano Bonaccini, al Consigliere Regionale Paola Marani, al Sindaco di Perisceto Renato Mazzuca e agli assessori del nostro Comune che hanno partecipato all’inaugurazione. Credo sia doveroso concludere con il messaggio che la Senatrice Mariangela Bastico ha voluto inviare come augurio: “Avete scelto per il circolo il nome di una donna politica grande, che può essere eccellente esempio a tante ragazze e donne. Con Debora Serracchiani avete una donna giovane, brava e tanto impegnata per il rinnovamento della politica. Un abbraccio grande a tutte! “.

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a cura di Angela Cocchi, Sara Accorsi

Penso che anche ai più rigorosi osservanti della Dottrina Cattolica le esternazioni, perchè solamente tali possono essere classificate, della Sig.ra Santanchè siano sembrate fuori luogo. Mi sembra, però, opportuno, anche se è trascorso un po’ di tempo, ritornarci sopra, perchè ritengo siano un segnale inquietante del degrado cuturale che stiamo vivendo.

La frase della Signora è stata “criticata” trasversalmente , come trasversalmente la Iotti aveva avuto consenso e rispetto, da destra a sinistra, quando la politica non aveva ancora rinunciato a fare il suo Dovere e non era diventata un “affare” di pochi “super-eletti” a discapito delle persone comuni.
Lo sgretolamento culturale ha prodotto quella che si è soliti chiamare, in modo semplicistico, antipolitica, …. che forse è una “volonta’ e desiderio di piu’  Politica vera con P maiuscola”, quella dei Padri Costituenti.

Riportiamo il linik al video della “signora”: http://www.youtube.com/watch?v=bmBsSPS_As0&feature=share

Riportiamo, inoltre, quanto apparso su alcuni giornali.

PREMESSA da Repubblica, 13 aprile
ROMA – Ha paragonato Nicole Minetti a Nilde Iotti. E’ polemica su una serie di dichiarazioni di Daniela Santanchè che ha accostato la figura di Nicole Minetti a quella di Nilde Iotti. “La Minetti? Anche Togliatti aveva come amante la Iotti, poi lei è diventata il primo presidente donna alla Camera, e sicuramente non aveva vinto concorsi. Nessuna delle due ha vinto un concorso, questo è sicuro”, ha detto Santanché, esponente del Pdl, alla Zanzara su Radio 24.
 “La Iotti – dice ancora la Santanchè – faceva benissimo politica, ma nella stanza sopra delle Botteghe Oscure. Siccome ora si parla solo di Bunga Bunga possiamo dire che tutto il mondo è paese. Una compagna comunista da amante a presidente della Camera dimostra che le scorciatoie aiutano. Se non fosse stata l’amante di Togliatti non credo sarebbe mai diventata presidente della Camera”. E conclude: “Anche la Minetti non doveva diventare consigliere regionale ma le scorciatoie c’erano ieri e ci sono anche oggi, forse un tempo era peggio”, ha aggiunto.
Le reazioni. Frasi che hanno immediatamente provocato le reazioni del Partito democratico. Serve la “protezione civile”per contenere la “volgarità” di Santanchè, ha scritto su twitter il segretario Pd, Pier Luigi Bersani. “Le volgarità di Daniela Santanchè sulla figura di Nilde Iotti non meriterebbero risposta. Vengono da una persona che dimostra di non conoscere la storia”, ha detto Livia Turco, deputata del Partito democratico. Duro anche il commento di Rosy Bindi: “Si tratta di un miserabile tentativo di infangare la dignità e la storia di una donna esemplare, sia nei comportamenti pubblici che privati”. Santanchè offende Nilde Iotti perché “è ignorante”, ha detto il sindaco di Torino Piero Fassino. “La Santanchè ricordi che Nilde Iotti è stata eletta Presidente della Camera, prima donna, quindici anni dopo la morte di Palmiro Togliatti. Nello svolgere questo incarico è stata esemplare”, scrive il vice presidente del Senato, Vannino Chiti, sulla sua pagina Facebook.
“Le parole su Nilde Iotti della Santanchè sono indecenti”, ha detto Flavio Arzarello, della segreteria del Pdci. “Daniela Santanchè ha perso un’occasione per tacere. Per Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunsita, “la volgarità della Santanchè è pari solo alla sua malafede: non ha confini”. E’ inaccettabile che, per difendere l’indifendibile, offenda in questo modo una delle figure più importanti nella storia della nostra Repubblica”, ha detto Antonio Di Pietro dell’Italia dei Valori.
“Dalle dichiarazioni di Daniela Santanchè emerge la vera deriva culturale del centrodestra italiano: l’incapacità di approdare ad una visione condivisa della storia della Repubblica e il tentativo di banalizzare le grandi biografie del passato, per giustificare le miserie del presente”, ha commentato Flavia Perina, deputata di Fli. “Non sarebbero nemmeno da commentare le parole di chi tira in ballo Nilde Iotti per paragoni contemporanei del tutto fuori luogo”, dice l’Udc Rocco Buttiglione che poi ricorda la vicenda politica e umana dell’esponente comunista, dalla lotta antifascista alla presidenza della Camera.
Quello tra Nilde Iotti e Nicole Minetti, “francamente è un paragone troppo azzardato” anche per il sindaco di Roma Gianni Alemanno. “Nilde Iotti – dice l’esponente Pdl – era una persona di spessore politico e culturale notevole, ed è stata un ottimo presidente della Camera”. Quel paragone, conclude, “Daniela se lo poteva risparmiare”.
Il primo cittadino della capitale non è l’unico a criticare la Santanchè dalle file del Pdl. L’onorevole Beatrice Lorenzin osserva che “se la Iotti avesse presieduto la Camera in questi anni avrebbe difeso l’istituzione parlamentare riconoscendone il ruolo delicatissimo e centrale nella vita democratica italiana. Con l’autorevolezza che tutti le hanno sempre riconosciuto non ci sarebbero state sponde per l’antipolitica”. E Barbara Saltamartini, vicepresidente del gruppo Pdl a Montecitorio esprime “profondo sconcerto” di fronte a quella che definisce “profonda idiozia”, ovvero l’ennesimo dibattito sulle “scorciatoie” usate dalle donne.
La nipote della Santanchè. Nel corso della trasmissione radiofonica l’esponente del centrodestra ha difeso anche la decisione di aiutare la nipote, anche lei entrata in politica. “Mia nipote? Meglio del Trota, lui è un pirla, lei brava, bella e capace. Difendo il nepotismo. Se hai un parente, anche un figlio, preparato e capace perché non deve avere la possibilità di emergere?”, ha detto ancora Santanché.
“In politica funziona così, di cosa vi stupite? – ha proseguito – Quando si fa una giunta decidono i partiti. Ho detto a Podestà (presidente della Provincia di Milano, ndr) che c’era mia nipote, una ragazza brava, bella, di cui mi fido. Piuttosto di suggerire uno che passa per strada e che non conosco. Lo rivendico con orgoglio. Silvia ha il quid, mentre il Trota ha dimostrato di essere un pirla anche se ha preso i voti, ma avete sentito le interviste che ha fatto? E poi parliamoci chiaro, nessuno di quelli che è in politica ha fatto concorsi, non è una raccomandazione, è una procedura normale”.
RIFLESSIONE DA 
Redazione NOIDONNE.org
Per Nilde Iotti e per la democrazia
Sdegno per la volgarità e la faziosità delle dichiarazioni dell’on Santanchè
Lo sdegno che tante donne, tanti cittadini ed esponenti politici hanno manifestato in questi giorni per la volgarità e la faziosità dell’accostamento di Nilde Iotti a Nicole Minetti che l’on. Daniela Santanchè ha avuto l’impudenza di fare, è anche il nostro. Lo abbiamo espresso con unanimi sentimenti, giovani e anziani insieme, nella bella iniziativa, intensa e partecipata, che CGIL Reggio Sud e SPI CGIL, ANPI, Rete degli Studenti Medi di Reggio Emilia hanno promosso domenica 15 aprile sul tema “Donne: specchio e motore della società”. Ripercorrendo, attraverso immagini, testimonianze, domande, riflessioni e speranze dei giovani, la storia della società italiana e del ruolo delle donne in quella storia, dal fascismo, alla Resistenza, ai giorni nostri, non potevamo non concordare sul fatto che Nilde Iotti è stata un simbolo e una protagonista del percorso di crescita, resistenza, emancipazione e liberazione che le donne italiane hanno vissuto in questo lungo, travagliato ed esaltante processo storico. Perciò l’offesa ai sentimenti, alla dignità, alla limpida storia umana e politica di Nilde Iotti è una offesa alle donne italiane e al loro tenace impegno per conquistare una nuova coscienza di sé e un nuovo ruolo nella nostra democrazia. Nilde Iotti è stata una Costituente, una dirigente politica amata e popolare, una autorevole e prestigiosa Presidente della Camera dei Deputati. È stata e resta una protagonista della nostra storia repubblicana. Si è voluto colpire lei per colpire e delegittimare la nostra democrazia, le nostre istituzioni democratiche. Certo un simile miserevole tentativo non meriterebbe neppure risposta. Ma è un momento estremamente difficile della vita del nostro Paese e in ogni modo si cerca di allargare il solco che divide tanti cittadini dall’impegno e dalla vita politica e di preparare la strada a soluzioni autoritarie. E lo si fa anche cercando di colpire e svalorizzare le figure “simbolo” della nostra migliore politica e delle istituzioni, per avvalorare la tesi che “tutti sono uguali” e che tutti “sono in vendita”o per il denaro, o per la carriera, o per il potere. Noi che abbiamo conosciuto Nilde, come donna, come dirigente politica, come Presidente, assieme ai giovani che hanno imparato a conoscerla in occasione delle celebrazioni per il decennale della sua scomparsa, abbiamo il dovere di preservare e difendere la sua memoria, la verità della sua limpida vita e, con lei, la parte migliore della nostra democrazia. E dobbiamo farlo anche perché Nilde Iotti può essere ancora oggi un modello per tante giovani che vogliono impegnarsi e può avere la forza di scalzare il modello delle “donne in vendita” proposto da certe politiche. Per questo abbiamo sentito il bisogno ed il dovere di esprimerci oggi.
Le partecipanti ed i partecipanti alla Iniziativa “ Donne, specchio e motore della società”: le partigiane e le antifasciste dell’Anpi di Reggio Emilia, la Rete degli studenti Medi di Reggio Emilia, la CGIL Reggio Sud e lo SPI CGIL di Reggio Emilia, l’Associazione reggiana per la Costituzione

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a cura di Angela Cocchi

Primo Levi - I sommersi ed i salvati


IL DOLOROSO PESO

 DELLA

 MEMORIA

“I SOMMERSI ED I SALVATI”

 “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.” (Primo Levi)


Sta tutta in questa frase l’attualità del pensiero di Primo Levi, nato a Torino nel 1919 da genitori di origine ebraica, laureato in Chimica a pieni voti (sul diploma di laurea viene precisato “di razza ebraica”) e scrittore “per caso”, dopo la sua dolorosa esperienza prima a Fossoli (Modena) e, infine, ad Auschwitz.

A quarant’anni dalla pubblicazione di “Se questo è un uomo”, la sua prima opera, nel 1986 Levi pubblica “I sommersi e i salvati”, che può essere definita un’opera sulla natura del male e sulla natura dell’uomo e considerata il suo testamento morale. Primo Levi, infatti, pose fine alla sua vita nel 1987.

Nel libro l’autore torna sull’esperienza dei Lager nazisti per leggerla come una vicenda attraverso cui è possibile capire fin dove può arrivare l’uomo nel ruolo del carnefice e in quello della vittima. La sua indagine porta alla luce la «vergogna del sopravvivente», il senso di colpa del «salvato», che è portato a credere di essere rimasto vivo al posto di un altro (“il sommerso”), più debole, a cui egli ha sottratto qualcosa. Nel mezzo si trova la “zona grigia”, quella della collaborazione, in generale fatta da poveri diavoli che lavorano come tutti gli altri, poi ci sono altri che occupano posizioni di comando ed hanno un potere illimitato. Un caso limite di collaborazione è rappresentato dalle squadre speciali, gruppi di prigionieri che avevano la gestione dei crematori e costituiti da ebrei.

Quando cominciarono a diffondersi le notizie riguardanti le infamie dei Lager, anche i civili facevano finta di non accorgersi di nulla. Si fingeva di non sapere, di non conoscere il dramma che si stava svolgendo per milioni di persone. La cosa peggiore è stata proprio la “viltà entrata nel costume”.

La lezione dell’Olocausto ha, quindi, una valenza generale ed attuale. Nelle zone grigie ognuno si sente autorizzato a cavarsela da solo, farsi gli affari propri, trovare una forma di sopravvivenza. E così chiudiamo gli occhi davanti alle ingiustizie, alle violenze, fisiche o psicologiche dei nostri colleghi di lavoro, ai diritti violati, alla libertà negata. Impariamo ad Indignarci di nuovo!

[…] Ci viene chiesto dai giovani, tanto più spesso insistentemente quanto più quel tempo si allontana, chi erano, come erano fatti i nostri” aguzzini”. … Invece erano fatti della nostra stessa stoffa, erano esseri umani medi, mediamente intelligenti, mediamente malvagi: salvo eccezioni, non erano mostri, avevano il nostro viso, ma erano stati educati male.’

(Primo Levi, I sommersi e i salvati, 1986)

Impegniamoci quotidianamente affinché simili situazioni non si verifichino

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a cura dell’Ufficio Stampa del Comune di San Giovanni

Lunedì 5 dicembre ricorre il 67° anniversario del Rastrellamento di Amola, Le Budrie e Borgata Città. Per l’occasione il Comune di Persiceto, medaglia d’argento al valor militare per attività partigiana, insieme all’Anpi, al Comitato per la difesa dell’ordine Democratico e ai circoli Minezzi e Accatà, organizza alcune iniziative commemorative: letture, video, cene, musica e incontri.
Giovedì 1 dicembre alle ore 20.30, presso il Circolo Arci Socrate Minezzi, Sala Cheek to Cheek, via Rocco Stefani 3, dopo il saluto del sindaco Renato Mazzuca, si svolgeranno letture di testimonianze accompagnate dai canti del Coro Terre d’acqua con la partecipazione di Aned Bologna e di Armando Gasiani (ex deportato a Mathausen). Seguirà la proiezione del video realizzato a maggio 2011 in occasione dell’Incontro internazionale di Mauthausen, che riprende la deposizione presso il campo di una lapide in ricordo dei deportati persicetani.
Sabato 3 Dicembre alle ore 20, al Circolo Arci Akkatà, “Amola Red Session – Cibo, parole e musica di resistenza”, cena e a seguire concerto del gruppo Itacà (per la prenotazione della cena 328 6751548).
Domenica 4 dicembre alle ore 9, in piazza Garibaldi, partenza del pullman per Le Budrie e Borgata Città e alle ore 10, nella sala consiliare del Municipio incontro “Resistenza alla dittatura nazifascista e 150° Anniversario dell’Unità d’Italia: un filo indistruttibile unisce nel tempo e nello spazio l’impegno per la democrazia e la civiltà” con il saluto del Sindaco Renato Mazzuca.
Domenica 11 dicembre, infine, alle ore 8.30, con ritrovo in piazza Garibaldi, partenza di un pullman per Sabbiuno, per commemorare il 67° anniversario dell’eccidio di Sabbiuno.
  
30.11.2011
Lorenza Govoni

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