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Archive for the ‘Attualità’ Category

a cura di Cristiana Facchini


  TERREMOTATO A CHI?

Dalle ore 4.04 del 20 maggio 2012 la nostra vita di emiliani deve fare i conti con qualcosa di inedito per la nostra zona. Un Sisma con la S maiuscola, che ci ha sbrandato senza nemmeno un buongiorno, caffè e cappuccio.
E da quel 20 maggio, ma soprattutto con la seconda scossa del 29, abbiamo capito che la nostra vita è fragile,  appesa alle crepe dei nostri edifici.
Vedere le immagini sul web delle chiese crollate, della famosa torre dell’orologio strappata a metà, del municipio di Sant’Agostino con i buchi fa ammutolire persino i più ciarlieri come la sottoscritta. Uno stupore ed uno sgomento pari forse solo alla grande paura, sentimento ancestrale verso le forze imprevedibili e potenti della natura (io mi sono chiesta se fosse mai stato possibile riuscire ad immagazzinare tutta l’energia cinetica sprigionata da una terra che trema fino a farti oscillare le diverse tonnellate di case e palazzi…).
Siamo rimasti a bocca aperta come ‘ocarotti’, ma dopo il primo momento di paura folle, di corse in giardino e di conta delle scosse di ‘assestamento’, abbiamo adottato il rimedio più antico della Bassa: “rimboccarsi le maniche”.
Noi emiliani con le mani in mano non riusciamo a stare e piuttosto che far vagare i pensieri nei meandri dell’angoscia, ci tiriamo sù (‘as livan so’, come è scritto sulla bellissima maglietta a ricordo del triangolare femminile di calcio) e ci domandiamo da dove si può cominciare. Al di là degli autoincensamenti (ehhhh…nualtar, come dicono a Ferrara) c’è che ci hanno fatti così, ce l’abbiamo scritto nel dna. Prims SS Messa all'aperto
Aiutati che Dio t’aiuta, ha detto anche Mons Vecchi domenica scorsa. Quante volte me l’ha detto mia nonna, saggezza popolare. E così ci si è ritrovati a cercare sul web, o con i vicini di casa, o al centro civico con le associazioni di volontariato.
A fianco dunque dell’opera di assistenza nell’emergenza da parte degli impareggiabili pompieri, protezione civile, volontari di ambulanze etc, si è mossa tutta la gente comune, noi cittadini, anche quelli piccoli che ancora non hanno diritto di voto.
Partendo da una banale ospitalità ad amici e parenti che hanno la casa lesionata, prestare tende e sacchi a pelo, raccolte di generi alimentari e prodotti per i bambini (la velocissima nostra Nonna Papera ha spedito non so quanti scatoloni nella zone di Finale e confinanti!!!).
La scuola materna parrocchiale per esempio ospita dei bimbi della scuola di Crevalcore. E i nostri bimbi li hanno accolti come un vero regalo estivo!!!! Coetanei nuovi con cui giocare, evvai!!!
Ma è un vero moltiplicarsi di iniziative ed è stupefacente quanto è grande il cuore della gente! E’ impossibile elencare tutto quello che è partito e subito! L’sms solidale (45500), il concertone del 25 giugno allo stadio, il devolvere l’incasso di diversi spettacoli di star nazionali (è stato Biagio Antonacci a lanciare questa fantastica iniziativa!!!), Ligabue devolverà l’incasso del suo concertino il 22 settembre a Campo Volo, la raccolta di Radio Bruno con la maglietta ‘Teniamo botta’, il triangolare a Decima per la scuola di Alberone con relativa maglietta (meravigliosa davvero!!!!), l’iniziativa via web http://www.rinascitaemilia.org con le loro magliette, cappelli e borse tutte personalizzabili con i nomi dei comuni terremotati. Questa delle magliette è a mio vedere un’iniziativa grandiosa, sia per la raccolta dei soldi, sia per l’aspetto di ‘orgoglio emiliano’.
E i negozi? Ho osservato i negozi danneggiati dal sisma, e qua a Decima ce ne sono diversi.
Beh, ragazzi miei, ci vuole proprio della gran ‘ghigna’, perché alcuni sono aperti puntellando i soffitti, spostando solo le sedie ma a fianco di muri con dei creponi larghi due dita, negozi che si sono trasferiti in frettissima due passi più in là, pur di riaprire.
E leggete pure sul web cosa fanno nelle zone ‘rosse’ come Mirandola. Fantasia al potere, casse dei super sotto ai gazebo, uffici postali nei container. Che forza gente!!!!! E un doveroso accenno a tutte le ditte nei capannoni, che seppur spaventati dai fatti, si sta facendo letteralmente in 4 per non perdere le commesse, i clienti, i soldi e quindi tiene alta l’economia di tutta la zona. Onore a tutti, perché siete grandi davvero!
E adesso, che sembra tutto un po’ strano, con la Messa celebrata in giardino, con i paesi limitrofi tutti transennati, con i tendoni della protezione  nel vecchio campo da calcio, con la novità di non dover pagare i ticket sanitari, sì, forse siamo un po’ terremotati, ma si ricomincia, e questo periodo fra qualche anno diventerà racconto, poi il racconto diventerà ‘leggenda’, e rimarranno le nostre magliette a ricordarci che anche noi, nel 2012, eravamo terremotati, pensa te …

“In un articolo di qualche tempo fa, avevo letto che l’Emilia è quel pezzo di terra voluto da Dio per permettere agli uomini di costruire la Ferrari. Gli emiliani sono proprio così. Devono fare una macchina? Loro ti tirano fuori una Ferrari. Devono fare una moto? Loro costruiscono una Ducati. Devono fare un formaggio? Loro si inventano il Parmigiano Reggiano. Devono fare due spaghetti? Loro mettono in piedi la Barilla. Devono farti un caffè? Loro ti fanno la Saeco. Devono trovare qualcuno che scriva canzonette? Loro ti fanno nascere gente come Lucio Dalla, Gianni Morandi, Vasco Rossi, Ligabue e Samuele Bersani. Devono farti una siringa o una provetta? Loro ti tirano su un’azienda biomedicale. Devono farti quattro piastrelle? Loro se ne escono con delle maioliche. Sono come i giapponesi gli emiliani, non si fermano, non si stancano, e se devono fare una cosa a loro piace farla bene e bella e utile e tutti insieme.” (da FB: Davide, Como)

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a cura di Angela Cocchi


Carolina Girasole   C’E’ CHI DICE “NO”

“Non voglio la scorta,

datemi un geometra per

l’Ufficio Tecnico del mio comune”.

Queste le parole di Carolina Girasole a San Venanzio di Galliera, il 23 aprile 2012, in occasione della Presentazione del Rapporto Annuale di Avviso Pubblico, che ha visto la presenza anche di Andrea Orlando, Responsabile Nazionale Giustizia del PD.
Chi è Carolina Girasole? Carolina Girasole è una biologa a cui hanno chiesto di correre per l’incarico di Sindaco di una cittadina della Calabria, Isola di Capo Rizzuto, la cui amministrazione è stata sciolta per infiltrazioni mafiose. Carolina è l’emblema della voglia di riscatto della gente comune.
Quali sono le sue battaglie? La lotta a un abusivismo edilizio che mortifica la costa dell’Area marina protetta più grande d’Europa, l’abbattimento di numerosi manufatti edilizi costruiti, la collaborazione con “LIBERA” per la costituzione di una cooperativa sociale sui beni confiscati al clan Arena e affidati al Comune. giovanni falcone
Il sindaco ha inoltre ripreso in mano vecchi bandi che andavano sempre a favore dei soliti noti, scoprendo che erano state siglate delle convenzioni “per le quali spettano solo cifre ridicole al territorio di Isola”.
Ha avuto il coraggio di riorganizzare le risorse umane all’interno del Comune, dove in qualche ufficio alcune figure avevano generato un sistema di scambi e favoritismi, partendo dai servizi sociali. LIBERA

Suo padre, quando si era candidata,  le aveva detto:  “Fai quello che senti, ma sappi sin da ora che nessuno ti dirà grazie”.

Infatti, l’amministrazione comunale è stata oggetto di ben tre atti intimidatori in soli quattro giorni: sono state incendiate le auto di un dirigente comunale, del vice sindaco e del primo cittadino.
Da sottoscrivere, quindi, le parole di Graziano Delrio, Sindaco di Reggio Emilia, in occasione della Festa della Liberazione, dedicata alla lotta contro le mafie:
Noi pensiamo che i nuovi invasori siano le mafie. Ecco i nuovi nazisti. Ed ecco i nuovi partigiani: persone normali, una sindaca farmacista, una sindaca biologa, un collaboratore di un giornale locale, magistrati, preti e sindacalisti che non ci stanno. E anche noi: non ci stiamo”.

E non ci sta nemmeno la Regione Emilia Romagna, che ha approvato un’importante legge regionale “antimafie” dimostrando chiaramente qual’è l’intenzione: opporsi alle mafie e tenerle fuori dal proprio territorio. Lo scopo della legge, approvata all’unanimità con la sola eccezione della Lega Nord, è rendere il nostro territorio il più possibile “inospitale” per le varie mafie ed i loro investimenti, a cominciare dalla scuola.
Si comincia a scuola la cultura alla legalità.

Non ci sta il Governo.
All’inizio di Marzo, ben prima del terremoto, è stato firmato a Rimini dal Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri il nuovo protocollo tra Regione e Prefetture dell’Emilia Romagna che consente alla regione di chiedere al Prefetto,  per i lavori con importo minimo di 70 mila euro, le informative antimafia per le imprese che vogliono partecipare ai bandi di costruzione per i quali sono previsti contributi pubblici. Se a carico delle ditte richiedenti dovessero emergere elementi relativi a tentativi di infiltrazioni, la Regione provvederà a escluderle dai finanziamenti.
Il 14 giugno 2012 inoltre è stata aperta, a Bologna, la sezione della DIA in Emilia Romagna.
L’istituzione dell’ufficio operativo della Direzione Investigativa Antimafia arriva in un momento in cui il tessuto economico è reso ancora più vulnerabile dal dramma del terremoto. Le straordinarie opere di ricostruzione necessarie possono infatti stimolare gli “appetiti” della malavita organizzata, che dalle nostre parti ha sempre utilizzato l’economia quale canale privilegiato di contagio.

Non ci stanno i nostri Parlamentari.  
Il 31 maggio l’aula della Camera ha approvato due emendamenti di Salvatore Vassallo (Pd), all’articolo 2 del ddl anticorruzione, sulla trasparenza delle procedure di appalto.
La norma stabilisce che venga costituita on line una banca dati ‘aperta’ ai cittadini sulle informazioni essenziali che riguardano le opere e gli appalti. Gli interessati potranno poi scaricare quei dati.

L’obiettivo è semplice. Le amministrazioni pubbliche sono obbligate a pubblicare molte informazioni che però sono spesso ben nascoste in singoli documenti resi disponibili magari in Pdf che si possono “vedere”, uno ad uno, ma da cui è impossibile ricavare il quadro d’insieme. Sulla base dei due emendamenti, con riferimento ad appalti e incarichi di consulenza, quando la legge entrerà in vigore, le amministrazioni pubbliche dovranno produrre file riassuntivi esportabili e rielaborabili, da cui si potrà capire, ad esempio, quante volte la stessa impresa ha ottenuto appalti (o lo stesso consulente ha ottenuto incarichi) dalla medesima amministrazione in un dato anno e per quale importo complessivo, oppure quante volte gli importi liquidati non corrispondono agli importi di aggiudicazione” (Salvatore Vassallo, http://www.salvatorevassallo.com).

E’ considerando  questo forte impegno fra STATO e REGIONE, che occorre interpretare sia la nomina a Commissario Straordinario per il terremoto del Presidente della nostra Regione sia quella a vice commissari dei Sindaci dei Comuni colpiti.
Il controllo sull’utilizzo del denaro  e dei mezzi messi a disposizione deve rimanere sul territorio e devono essere le singole comunità colpite a vigilare su come saranno distribuite le risorse.

Spesso, infatti, le leggi ci sono ma la fallibilità dell’essere umano prevale.

Abbiamo una straordinaria opportunità e nello stesso tempo una difficile sfida.

“Per avviare la società verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il proprio dovere” (Giovanni Falcone)

“La cultura mafiosa è anche quando si pensa che le regole valgono solo per gli altri o quando non ci preoccupiamo dei più deboli. La scuola, in questo senso, ha il potere di tagliare le gambe alla criminalità. Per questo le mafie hanno più paura della scuola che della giustizia” (Don Luigi Ciotti)

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a cura di Sara Accorsi


MEMENTO
DE

COOPERATIVIBUS !

Dalla Treccani Cooperativa:
s. f. [dall’agg. cooperativo, sottint. unione o società]
Società caratterizzata dallo scopo mutualistico, la cui organizzazione sociale è fondata sul contributo in capitale e in lavoro di tutti i soci.

Ragionare sulle cooperative risulta oggi quanto mai prioritario se si osserva quanto accade in gran parte delle amministrazioni pubbliche.
Dagli asili, alle biblioteche, alle attività del doposcuola, all’assistenza ad anziani o a disabili, sono tanti i servizi appaltati alle cooperative.
Una manna dal cielo in questi tempi di crisi, spread alto e soprattutto in questa famosa tenaglia del patto di stabilità: l’appalto a una cooperativa di un servizio, fino ad un tempo gestito dal Comune, permette al Comune di garantire quel servizio al di là di vincoli economici o problemi di personale.
Però. C’è un importante però da non sottovalutare: come operano queste cooperative?
L’iter con cui una cooperativa entra a servizio di un Comune potrebbe essere semplicisticamente risolto in questo modo: l’amministrazione stipula un bando di gara, alla cui scadenza vengono valutate tutte le proposte giunte e viene scelto il miglior offerente in base a determinati specifici requisiti dettati dall’amministrazione e ai costi richiesti dalla cooperativa per le prestazioni.
Da cittadini si potrebbe auspicare che la propria amministrazione scelga in base alla logica dei costi di servizio. Da cittadini accorti, invece, occorre auspicarsi che la regola di scelta non sia solo il far economia: questo non per fare romantica filosofia di vita, ma perchè scegliere in base a un più ampio raggio di parametri va a favore e della qualità del servizio e, nello stesso tempo, non va a danno dei lavoratori.
In varie associazioni di lavoratori di cooperative si alza in questi tempi la richiesta di salari calcolati su basi eque, con piattaforme contrattuali adeguate e con l’appello che anche in sede di stesura dei bandi di gara le amministrazioni sottolineino tra i requisiti la condizione contrattuale dei lavoratori stessi.
Se si sceglie a caso dal sito del comune il capitolato di qualche bando non di rado si legge la specifica sul rapporto di lavoro:
“Il personale socio e/o dipendente, operante nella biblioteca/sezione, dovrà essere regolarmente iscritto al libro unico del lavoro (di cui al comma 1, art. 39 legge n. 133 del 6/08/2008) e dovranno essere garantiti i versamenti contributivi come previsto dalla vigente normativa.
L’affidatario è tenuto ad applicare integralmente ai lavoratori dipendenti e/o soci tutte le norme dei contratti collettivi di lavoro che disciplinano le prestazioni oggetto del servizio in argomento nel comparto in cui opera il soggetto gestore stesso.
L’obbligazione va assunta anche in riferimento agli eventuali accordi locali integrativi dei contratti collettivi stipulati in sede provinciale.
Le obbligazioni così assunte vincolano il soggetto gestore anche se non sia aderente alle associazioni stipulanti o receda da esse e indipendentemente dalla sua natura, struttura e dimensione e da ogni altra sua qualificazione giuridica.
Il personale utilizzato dovrà avere idoneità sanitaria allo svolgimento della mansione, secondo quanto previsto dal D.Lgs 81/08 art. 41: presso gli uffici comunali dovrà essere conservata la documentazione attestante le certificazioni sanitarie previste dalla normativa vigente, comprensiva dei giudizi di idoneità.
Il rapporto di lavoro del personale socio e/o dipendente deve comunque garantire il rispetto delle norme previste dallo Statuto dei lavoratori.
L’affidatario ha l’obbligo di applicare le normative vigenti in materia di sicurezza dei lavoratori.”
Se è vero che non tutti i partiti sono uguali, se è vero che esiste ancora un buon esercizio della politica, se è vero che il nostro è un Comune virtuoso, la specifica sopracitata va certo in questo senso.
Auspiachiamoci allora che l’attenzione a questa condizione sia alta in fase di scelta dell’affidamento della gara, ma auspichiamoci anche che, durante l’esercizio del contratto della cooperativa, ci siano monitoraggi non solo sulla qualità del servizio offerto ma anche sulle condizioni dei lavoratori.
NB: l’articolo non nasce da incongruità dichiarate o note nel nostro comune, ma vuole essere un semplice memorandum perchè non accada come si legge troppo spesso in tante altre realtà.

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IO

Quando sono felice
non scrivo poesie:
spingo fuori le ali
sintonizzo la mente sul corpo
accendo i motori
e volo.
Teresa Calzati

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a cura di Angela Cocchi
Segretaria del Circolo PD “Nilde Iotti”

Ci ha lasciato Ezio Beccari, “al Sendig”, come veniva soprannominato a Decima, anche se Sindaco non è mai stato. Nonostante le differenze politiche, non sono mai riuscita a considerarlo un “avversario”, forse perché mi interesso di politica solo dalla nascita del PD. Credo, però, che il motivo principale sia riconducibile al suo modo, intellettualmente onesto, sempre  rivolto  alle persone,  di intendere il “fare politica”. Ci siamo trovati spesso ai seggi durante le elezioni, nel ruolo di Rappresentanti di Liste opposte, ed anche in quelle occasioni ha sempre dimostrato una “leggerezza” e tranquillità non facilmente riscontrabili nella maggior parte dei politici di lunga data. Ha sempre lavorato in modo onesto per quello che lui credeva fosse il bene di Decima. Un modo di fare politica non urlato, rispettoso delle diversità di pensiero, “fuori moda”.
Un uomo con una spiritualità profonda. I famigliari hanno trovato in un cassetto un suo scritto e hanno voluto condividere queste riflessioni con quanti hanno partecipato al loro dolore:

“La vita è un grande teatro, tutte le nostre azioni sono dirette dal Direttore di scena, noi siamo solo attori.
Chi non lo capisce prende la vita troppo
seriamente,
s’impegna per cose futili credendo di essere “qualcuno che conta”.
Ridi di loro, sono foglie al vento ed in più non lo sanno.”
Ezio Beccari

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TORNA MUSICA for life

a cura di Diego Ottani

Questa estate si svolgerà la 2° edizione di Musica for Life, evento organizzato da un collettivo di ragazzi decimini. Il 14, 15 e 16 settembre saranno tre giorni di musica e divertimento, nei quali si alterneranno band e dj. Rock, Hip Hop e House Music saranno le tematiche che caratterizzeranno le tre giornate di musica, anche se non mancheranno stand gastronomici, espositivi e diverse attività ricreative.
Tante le sorprese, da una nuova location ad artisti provenienti da diverse regioni della nostra penisola. Da un po’ di tempo ci stiamo dando da fare per creare anche quest’ anno un evento fresco e innovativo, che possa rappresentare una bella opportunità di divertimento per tutti gli abitanti della nostra zona.
Diego Ottani

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dal sito del PD Nazionale (http://www.partitodemocratico.it)

Subito Provvedimento di Emergenza nazionale dal Consiglio dei Ministri

pubblicato il 21 maggio 2012
Terremoto Emilia  Terremoto Emilia  Terremoto Emilia

Emergenza terremoto: il Partito Democratico dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con la Segreteria nazionale del PD, ha promosso una raccolta fondi a sostegno delle comunità colpite dal sisma di domenica 20 maggio.

Gli estremi del conto corrente su cui effettuare le donazioni:

Conto corrente IT02 N031 2702 4100 0000 000 1 494
Presso UNIPOL BANCA
Intestato
“EMERGENZA TERREMOTO EMILIA – ROMAGNA”
Partito Democratico Emilia-Romagna

Causale
TERREMOTO EMILIA – ROMAGNA

Comunicato del PD Emilia Romagna

“Il terremoto che ha colpito le province di Modena e Ferrara, causando sette vittime (tra cui quattro lavoratori impegnati nel turno di notte), feriti, migliaia di sfollati e ingenti danni alle abitazioni, agli impianti produttivi e al patrimonio storico e architettonico, si somma ora alle condizioni meteorologiche che stanno mettendo a dura prova le nostre comunità. Tuttavia la reazione immediata delle istituzioni e della protezione civile, insieme alla straordinaria rete di solidarietà attivata dalla stessa cittadinanza e dalle realtà produttive e associative dell’intera regione, sono state la dimostrazione che non siamo vinti e non ci arrendiamo.

Per questo, oltre ad unirci al dolore delle famiglie e dei compagni di lavoro e alle popolazioni dei Comuni colpiti dal sisma, come Democratici dell’Emilia-Romagna esprimiamo forte e convinta solidarietà e vicinanza e l’impegno a fare la nostra parte per contribuire all’opera di soccorso e alla ricostruzione. In collaborazione con la segreteria nazionale del PD è stata attivata una raccolta fondi a sostegno delle comunità colpite dal sisma di domenica 20 maggio e saranno promossi a ogni livello incontri e iniziative a supporto della sottoscrizione”.

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Chiediamo al governo una precisa road map che porti dall’attuale situazione di emergenza a quella della ricostruzione“. E’ quanto ha dichiarato Alessandro Bratti, deputato dle Pd durante l’intervento nell’Aula di Montecitorio in occasione della informativa del governo sul terremoto in Emilia.

“Attendiamo un’ordinanza per la copertura delle spese per gli interventi emergenziali e, parallelamente, chiediamo al governo di individuare gli strumenti legislativi per evitare il pagamento dell’Imu ai proprietari delle case e delle attività produttive, compresa l’agricoltura. È necessario aprire un tavolo permanente – ha proseguito Bratti – perché l’emergenza è nazionale. Deve essere consentito ai Comuni di spendere da subito le risorse disponibili attraverso un allentamento del patto di stabilità. Non ci può essere nessun motivo per impedire ai sindaci di spendere le proprie risorse”.

Il deputato democratico ha voluto “ringraziare la Protezione civile e le associazioni di volontariato per il grande impegno nelle prime ore dell’emergenza, durante le quali è emerso il ruolo importante dei sindaci e dei presidenti di Provincia per le comunità che amministrano”.
Ma ha sottolineato che: “I chiarimenti del sottosegretario Catricalà sul nuovo decreto sulla Protezione civile in parte ci tranquillizzano ma la discussione in Parlamento verificherà, punto per punto, le novità. Fin da adesso ribadiamo che per noi il disimpegno dello Stato non è accettabile. Il terremoto poteva avere conseguenze inimmaginabili se non ci fossimo opposti da anni alla costruzione di un deposito di gas di milioni di metri cubi a Rivara, a pochi chilometri dall’epicentro del terremoto. La motivazione è stata proprio la pericolosità legata ad eventi sismici; ci auguriamo che la situazione sia definitivamente chiusa. È una piccola consolazione in una situazione di devastazione che va affrontata con determinazione, quella stessa determinazione che non è mancata ai cittadini emiliani”, ha concluso.

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Dopo il forte terremoto che ha colpito le provincie di Modena e Ferrara alle 4,00 di domenica 20 maggio, il bilancio delle vittime è pesante: 7 persone decedute, tra le quali 4 operai travolti in fabbrica mentre svolgevano il turno di notte, 50 feriti, 4000 senza tetto, gravissimi danni al patrimonio artistico e monumentale delle zone colpite. “Ci sono vittime e tra l’altro gente che stava lavorando, ci sono danni seri, è stata una scossa molto forte, speriamo non ci siano altre sorprese negative nella fase dell’assestamento”. Aveva commentato il Segretario del PD, Pier Luigi Bersani, nella mattinata di domenica. “La protezione civile – ha aggiunto Bersani, che fu anche Presidente della Regione Emilia-Romagna – sta intervenendo con efficacia, il maltempo non aiuta, ho sentito il Presidente della Regione e so che la macchina dei soccorsi è in moto”.

A fare il punto della situazione dai microfoni di Radio Anch’io è proprio il Presidente della Regione Emilia Romagna, e della Conferenza delle Regioni Vasco Errani.

“Siamo in attesa del provvedimento di Emergenza nazionale che sarà varato martedì con il Consiglio dei Ministri. Stiamo assistendo la popolazione, preoccupata dalle continue scosse, per questo stiamo allestendo altri posti di assistenza per i cittadini. Abbiamo governato tutto il processo delle strutture sanitarie che per ragioni di sicurezza abbiamo chiuso, assistendo tutti i pazienti; ora anche con il contributo di altre regioni abbiamo in corso le valutazioni per le abitazioni, gli edifici pubblici religiosi e le imprese, allo scopo di fare una quantificazione dei danni, dopodiche si aprirà il grande tema della ricostruzione”.

Errani ha spiegato che effettivamente “ci sono zone sismiche, ma nessuno poteva prevedere un terremoto di questa intensità e così in superficie. Quanto ai capannoni di recente costruzioni crollati, valutazioni e verifiche – ha precisato – saranno fatte sulla base dei danni reali”.

Errani ha poi lanciato un appello contro il decreto del Governo di riforma della Protezione Civile, che deve essere confermato dal Parlamento, in base al quale lo Stato non pagherà più i danni ai cittadini, ma sarà previsto un meccanismo di assicurazione volontaria da parte dei cittadini delle proprie abitazioni, escludendo così l’intervento pubblico.

“E’ del tutto evidente – ha concluso il Governatore dell’Emilia – che questi eventi non possono essere interamente sulle spalle dei territori che già ne soffrono. Deve scattare una solidarietà da parte di tutto il Paese e questo lo ripetero con chiarezza al Governo”.

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