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Archive for the ‘Nr. 2 – NildeIotti’ Category

a cura di Angela Cocchi

In un periodo in cui la fiducia nei partiti è al minimo storico, in cui dilagano il populismo, la sfiducia nelle istituzioni e la sensazione che, in fondo, siamo tutti uguali, abbiamo voluto riportare l’attenzione sull’importanza della Politica e dei Partiti per il buon funzionamento della Democrazia.

L’abbiamo fatto inaugurando una sede di partito, quella del Circolo del Partito Democratico di San Matteo della Decima e dedicandolo ad una figura che consideriamo un esempio nel panorama politico nazionale: Nilde Iotti.

Per il Circolo PD di Decima, Domenica 11 marzo 2012 non è stata solo una bella giornata di sole, ma una grande festa, che abbiamo voluto condividere con iscritti, elettori ed amici. Oltre alla presenza di amici dei Circoli PD limitrofi, abbiamo avuto l’onore di ospitare anche una delegazione del Circolo PD Online “Impegniamoci” (www.impegniamoci.it). L’europarlamentare Debora Serracchiani è stata la madrina di questo importante evento ed è tornata a Decima a distanza di due anni, dopo la strepitosa campagna elettorale in occasione delle Elezioni Europee. Pur essendo decisamente “di parte”, non credo di esagerare dicendo che ha conquistato, con la sua semplicità ed i suoi modi diretti, proprio tutti. Nel suo intervento, ha affrontato tematiche importanti, come quella del lavoro, in merito alla quale ha sottolineato l’ormai evidente necessità di una riforma, di una importante riforma, magari impopolare, ma che sappia davvero salvare e far ripartire il Paese. Ha riportato l’esempio della Germania di Schröder: la riforma del lavoro in Germania costò al Partito Socialdemocratico Tedesco le elezioni, eppure seppe fornire al Paese la chiave di volta per una crescita non solo finanziaria.

Un ringraziamento veramente sentito al Segretario Regionale Stefano Bonaccini, al Consigliere Regionale Paola Marani, al Sindaco di Perisceto Renato Mazzuca e agli assessori del nostro Comune che hanno partecipato all’inaugurazione. Credo sia doveroso concludere con il messaggio che la Senatrice Mariangela Bastico ha voluto inviare come augurio: “Avete scelto per il circolo il nome di una donna politica grande, che può essere eccellente esempio a tante ragazze e donne. Con Debora Serracchiani avete una donna giovane, brava e tanto impegnata per il rinnovamento della politica. Un abbraccio grande a tutte! “.

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a cura di Angela Cocchi, Sara Accorsi

Penso che anche ai più rigorosi osservanti della Dottrina Cattolica le esternazioni, perchè solamente tali possono essere classificate, della Sig.ra Santanchè siano sembrate fuori luogo. Mi sembra, però, opportuno, anche se è trascorso un po’ di tempo, ritornarci sopra, perchè ritengo siano un segnale inquietante del degrado cuturale che stiamo vivendo.

La frase della Signora è stata “criticata” trasversalmente , come trasversalmente la Iotti aveva avuto consenso e rispetto, da destra a sinistra, quando la politica non aveva ancora rinunciato a fare il suo Dovere e non era diventata un “affare” di pochi “super-eletti” a discapito delle persone comuni.
Lo sgretolamento culturale ha prodotto quella che si è soliti chiamare, in modo semplicistico, antipolitica, …. che forse è una “volonta’ e desiderio di piu’  Politica vera con P maiuscola”, quella dei Padri Costituenti.

Riportiamo il linik al video della “signora”: http://www.youtube.com/watch?v=bmBsSPS_As0&feature=share

Riportiamo, inoltre, quanto apparso su alcuni giornali.

PREMESSA da Repubblica, 13 aprile
ROMA – Ha paragonato Nicole Minetti a Nilde Iotti. E’ polemica su una serie di dichiarazioni di Daniela Santanchè che ha accostato la figura di Nicole Minetti a quella di Nilde Iotti. “La Minetti? Anche Togliatti aveva come amante la Iotti, poi lei è diventata il primo presidente donna alla Camera, e sicuramente non aveva vinto concorsi. Nessuna delle due ha vinto un concorso, questo è sicuro”, ha detto Santanché, esponente del Pdl, alla Zanzara su Radio 24.
 “La Iotti – dice ancora la Santanchè – faceva benissimo politica, ma nella stanza sopra delle Botteghe Oscure. Siccome ora si parla solo di Bunga Bunga possiamo dire che tutto il mondo è paese. Una compagna comunista da amante a presidente della Camera dimostra che le scorciatoie aiutano. Se non fosse stata l’amante di Togliatti non credo sarebbe mai diventata presidente della Camera”. E conclude: “Anche la Minetti non doveva diventare consigliere regionale ma le scorciatoie c’erano ieri e ci sono anche oggi, forse un tempo era peggio”, ha aggiunto.
Le reazioni. Frasi che hanno immediatamente provocato le reazioni del Partito democratico. Serve la “protezione civile”per contenere la “volgarità” di Santanchè, ha scritto su twitter il segretario Pd, Pier Luigi Bersani. “Le volgarità di Daniela Santanchè sulla figura di Nilde Iotti non meriterebbero risposta. Vengono da una persona che dimostra di non conoscere la storia”, ha detto Livia Turco, deputata del Partito democratico. Duro anche il commento di Rosy Bindi: “Si tratta di un miserabile tentativo di infangare la dignità e la storia di una donna esemplare, sia nei comportamenti pubblici che privati”. Santanchè offende Nilde Iotti perché “è ignorante”, ha detto il sindaco di Torino Piero Fassino. “La Santanchè ricordi che Nilde Iotti è stata eletta Presidente della Camera, prima donna, quindici anni dopo la morte di Palmiro Togliatti. Nello svolgere questo incarico è stata esemplare”, scrive il vice presidente del Senato, Vannino Chiti, sulla sua pagina Facebook.
“Le parole su Nilde Iotti della Santanchè sono indecenti”, ha detto Flavio Arzarello, della segreteria del Pdci. “Daniela Santanchè ha perso un’occasione per tacere. Per Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunsita, “la volgarità della Santanchè è pari solo alla sua malafede: non ha confini”. E’ inaccettabile che, per difendere l’indifendibile, offenda in questo modo una delle figure più importanti nella storia della nostra Repubblica”, ha detto Antonio Di Pietro dell’Italia dei Valori.
“Dalle dichiarazioni di Daniela Santanchè emerge la vera deriva culturale del centrodestra italiano: l’incapacità di approdare ad una visione condivisa della storia della Repubblica e il tentativo di banalizzare le grandi biografie del passato, per giustificare le miserie del presente”, ha commentato Flavia Perina, deputata di Fli. “Non sarebbero nemmeno da commentare le parole di chi tira in ballo Nilde Iotti per paragoni contemporanei del tutto fuori luogo”, dice l’Udc Rocco Buttiglione che poi ricorda la vicenda politica e umana dell’esponente comunista, dalla lotta antifascista alla presidenza della Camera.
Quello tra Nilde Iotti e Nicole Minetti, “francamente è un paragone troppo azzardato” anche per il sindaco di Roma Gianni Alemanno. “Nilde Iotti – dice l’esponente Pdl – era una persona di spessore politico e culturale notevole, ed è stata un ottimo presidente della Camera”. Quel paragone, conclude, “Daniela se lo poteva risparmiare”.
Il primo cittadino della capitale non è l’unico a criticare la Santanchè dalle file del Pdl. L’onorevole Beatrice Lorenzin osserva che “se la Iotti avesse presieduto la Camera in questi anni avrebbe difeso l’istituzione parlamentare riconoscendone il ruolo delicatissimo e centrale nella vita democratica italiana. Con l’autorevolezza che tutti le hanno sempre riconosciuto non ci sarebbero state sponde per l’antipolitica”. E Barbara Saltamartini, vicepresidente del gruppo Pdl a Montecitorio esprime “profondo sconcerto” di fronte a quella che definisce “profonda idiozia”, ovvero l’ennesimo dibattito sulle “scorciatoie” usate dalle donne.
La nipote della Santanchè. Nel corso della trasmissione radiofonica l’esponente del centrodestra ha difeso anche la decisione di aiutare la nipote, anche lei entrata in politica. “Mia nipote? Meglio del Trota, lui è un pirla, lei brava, bella e capace. Difendo il nepotismo. Se hai un parente, anche un figlio, preparato e capace perché non deve avere la possibilità di emergere?”, ha detto ancora Santanché.
“In politica funziona così, di cosa vi stupite? – ha proseguito – Quando si fa una giunta decidono i partiti. Ho detto a Podestà (presidente della Provincia di Milano, ndr) che c’era mia nipote, una ragazza brava, bella, di cui mi fido. Piuttosto di suggerire uno che passa per strada e che non conosco. Lo rivendico con orgoglio. Silvia ha il quid, mentre il Trota ha dimostrato di essere un pirla anche se ha preso i voti, ma avete sentito le interviste che ha fatto? E poi parliamoci chiaro, nessuno di quelli che è in politica ha fatto concorsi, non è una raccomandazione, è una procedura normale”.
RIFLESSIONE DA 
Redazione NOIDONNE.org
Per Nilde Iotti e per la democrazia
Sdegno per la volgarità e la faziosità delle dichiarazioni dell’on Santanchè
Lo sdegno che tante donne, tanti cittadini ed esponenti politici hanno manifestato in questi giorni per la volgarità e la faziosità dell’accostamento di Nilde Iotti a Nicole Minetti che l’on. Daniela Santanchè ha avuto l’impudenza di fare, è anche il nostro. Lo abbiamo espresso con unanimi sentimenti, giovani e anziani insieme, nella bella iniziativa, intensa e partecipata, che CGIL Reggio Sud e SPI CGIL, ANPI, Rete degli Studenti Medi di Reggio Emilia hanno promosso domenica 15 aprile sul tema “Donne: specchio e motore della società”. Ripercorrendo, attraverso immagini, testimonianze, domande, riflessioni e speranze dei giovani, la storia della società italiana e del ruolo delle donne in quella storia, dal fascismo, alla Resistenza, ai giorni nostri, non potevamo non concordare sul fatto che Nilde Iotti è stata un simbolo e una protagonista del percorso di crescita, resistenza, emancipazione e liberazione che le donne italiane hanno vissuto in questo lungo, travagliato ed esaltante processo storico. Perciò l’offesa ai sentimenti, alla dignità, alla limpida storia umana e politica di Nilde Iotti è una offesa alle donne italiane e al loro tenace impegno per conquistare una nuova coscienza di sé e un nuovo ruolo nella nostra democrazia. Nilde Iotti è stata una Costituente, una dirigente politica amata e popolare, una autorevole e prestigiosa Presidente della Camera dei Deputati. È stata e resta una protagonista della nostra storia repubblicana. Si è voluto colpire lei per colpire e delegittimare la nostra democrazia, le nostre istituzioni democratiche. Certo un simile miserevole tentativo non meriterebbe neppure risposta. Ma è un momento estremamente difficile della vita del nostro Paese e in ogni modo si cerca di allargare il solco che divide tanti cittadini dall’impegno e dalla vita politica e di preparare la strada a soluzioni autoritarie. E lo si fa anche cercando di colpire e svalorizzare le figure “simbolo” della nostra migliore politica e delle istituzioni, per avvalorare la tesi che “tutti sono uguali” e che tutti “sono in vendita”o per il denaro, o per la carriera, o per il potere. Noi che abbiamo conosciuto Nilde, come donna, come dirigente politica, come Presidente, assieme ai giovani che hanno imparato a conoscerla in occasione delle celebrazioni per il decennale della sua scomparsa, abbiamo il dovere di preservare e difendere la sua memoria, la verità della sua limpida vita e, con lei, la parte migliore della nostra democrazia. E dobbiamo farlo anche perché Nilde Iotti può essere ancora oggi un modello per tante giovani che vogliono impegnarsi e può avere la forza di scalzare il modello delle “donne in vendita” proposto da certe politiche. Per questo abbiamo sentito il bisogno ed il dovere di esprimerci oggi.
Le partecipanti ed i partecipanti alla Iniziativa “ Donne, specchio e motore della società”: le partigiane e le antifasciste dell’Anpi di Reggio Emilia, la Rete degli studenti Medi di Reggio Emilia, la CGIL Reggio Sud e lo SPI CGIL di Reggio Emilia, l’Associazione reggiana per la Costituzione

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IN QUESTO NUMERO:

 I Sommersi ed i Salvati  
 Facebook, precauzioni d'uso  
 Decima 2.0, BRAVE DREAMS
 Misteri a Decima (risposta)
 A proposito di scuola; Mondo Matto  
 La Cresima che c’è
 Piano neve a Decima
 Lo sapevate che .... 
 DEBORA SERRACCHIANI A DECIMA 

per i  prossimi numeri contiamo sul vostro contributo.
Scrivete a  decima.discute@gmail.com

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A cura di Angela Cocchi

Il 13 novembre scorso il nostro Presidente della Repubblica  Napolitano ha messo in mano al Prof. Mario Monti le sorti del nostro Paese. Sembrano secoli ma sono solo pochi mesi, mesi in cui, finalmente, non si è parlato di festini e di bunga bunga, ma di scelte politiche, difficili, a volte drastiche, sicuramente impopolari per il popolo italiano. Di quelle che fanno perdere le elezioni e che solo un governo “a termine” può fare. In tre mesi sono state prese più decisioni di quante ne siano state prese negli ultimi 20 anni e, cosa ancora più importante, quando il Presidente del Consiglio Monti, o uno dei suoi Ministri, parla, lo capiamo, forse perchè è competente della materia e, quindi, sa spiegarla. Quale era la situazione dell’Italia? Il nostro paese era sull’orlo del baratro e qualcuno stava spingendo da dietro. Il baratro era una situazione simile a quella della Grecia oggi. Da dietro spingevano più o meno tutti a livello Europeo, non perchè avessimo un deficit più alto degli altri ma perchè il nostro paese aveva credibilità pari allo ZERO Assoluto. I motivi dell’assenza di credibilità erano/sono davanti agli occhi di tutti. L’Italia era governata da incompetenti e con un Presidente del Consiglio impresentabile a livello mondiale. Dopo molto tempo, finalmente, la lingua italiana ha avuto giustizia e la si può sentire parlare correttamente, congiuntivi compresi. Avevamo perso l’abitudine. Non si sente più parlare del tunnel fra l’Abruzzo e la Svizzera pieno di neutrini che ha fatto ridere la galassia, il ponte sullo stretto di Messina è scomparso dall’agenda delle “Grandi Opere”, che di grande hanno avuto solamente la quantità di denaro  che è fluito dalle casse dello Stato, cioè nostre, verso altri lidi, all’ “insaputa” del Governo ovviamente! A breve possiamo sperare che la parola Escort ci faccia pensare semplicemente ad un vecchio modello di auto della Ford? Tutto bene, quindi? Dalle scelte fatte dal Governo, direi che qualche aggiustatina nella direzione di una maggiore equità da una parte e di maggior coraggio dall’altra, vada fatta, ed in questo, il ruolo dei Partiti è fondamentale. Senza dimenticarci che, comunque, all’interno del Parlamento gli equilibri non sono cambiati: PDL+ Lega sono maggioranza, l’abbiamo visto nella vicenda che ha coinvolto Cosentino, mentre gli altri, PD compreso, sono minoranza. L’Italia sta ridiventando un Paese normale e credibile. Non bisogna lamentarsi dei sacrifici quando nei recinti non ci sono più animali e per anni si sono lasciati i cancelli aperti. In venti anni abbiamo assistito ad una involuzione desolante nel pensiero e nei valori: la cultura dell’apparire ha prevalso su quella dell’essere, lo studio è una perdita di tempo, si diventa adulti solo quando si guadagna, la legge è quella del più furbo.

Dovevamo aspettare ancora molto per sentire un concetto talmente semplice quanto banale: “Chi evade mette le mani nelle tasche degli italiani”? E ci voleva un Maestro di strada, attuale Sottosegretario alla Pubblica Istruzione, per dire che “nella vita non conta solo quello che serve ma anche quello che è importante”?  … a partire dall’Istruzione e, quindi, dalla Scuola …

Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza.” (Antonio Gramsci)

Un uomo è un vero uomo soltanto quando è davvero impegnato e si sente responsabile” (S. Hessel)

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a cura di Angela Cocchi

Primo Levi - I sommersi ed i salvati


IL DOLOROSO PESO

 DELLA

 MEMORIA

“I SOMMERSI ED I SALVATI”

 “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.” (Primo Levi)


Sta tutta in questa frase l’attualità del pensiero di Primo Levi, nato a Torino nel 1919 da genitori di origine ebraica, laureato in Chimica a pieni voti (sul diploma di laurea viene precisato “di razza ebraica”) e scrittore “per caso”, dopo la sua dolorosa esperienza prima a Fossoli (Modena) e, infine, ad Auschwitz.

A quarant’anni dalla pubblicazione di “Se questo è un uomo”, la sua prima opera, nel 1986 Levi pubblica “I sommersi e i salvati”, che può essere definita un’opera sulla natura del male e sulla natura dell’uomo e considerata il suo testamento morale. Primo Levi, infatti, pose fine alla sua vita nel 1987.

Nel libro l’autore torna sull’esperienza dei Lager nazisti per leggerla come una vicenda attraverso cui è possibile capire fin dove può arrivare l’uomo nel ruolo del carnefice e in quello della vittima. La sua indagine porta alla luce la «vergogna del sopravvivente», il senso di colpa del «salvato», che è portato a credere di essere rimasto vivo al posto di un altro (“il sommerso”), più debole, a cui egli ha sottratto qualcosa. Nel mezzo si trova la “zona grigia”, quella della collaborazione, in generale fatta da poveri diavoli che lavorano come tutti gli altri, poi ci sono altri che occupano posizioni di comando ed hanno un potere illimitato. Un caso limite di collaborazione è rappresentato dalle squadre speciali, gruppi di prigionieri che avevano la gestione dei crematori e costituiti da ebrei.

Quando cominciarono a diffondersi le notizie riguardanti le infamie dei Lager, anche i civili facevano finta di non accorgersi di nulla. Si fingeva di non sapere, di non conoscere il dramma che si stava svolgendo per milioni di persone. La cosa peggiore è stata proprio la “viltà entrata nel costume”.

La lezione dell’Olocausto ha, quindi, una valenza generale ed attuale. Nelle zone grigie ognuno si sente autorizzato a cavarsela da solo, farsi gli affari propri, trovare una forma di sopravvivenza. E così chiudiamo gli occhi davanti alle ingiustizie, alle violenze, fisiche o psicologiche dei nostri colleghi di lavoro, ai diritti violati, alla libertà negata. Impariamo ad Indignarci di nuovo!

[…] Ci viene chiesto dai giovani, tanto più spesso insistentemente quanto più quel tempo si allontana, chi erano, come erano fatti i nostri” aguzzini”. … Invece erano fatti della nostra stessa stoffa, erano esseri umani medi, mediamente intelligenti, mediamente malvagi: salvo eccezioni, non erano mostri, avevano il nostro viso, ma erano stati educati male.’

(Primo Levi, I sommersi e i salvati, 1986)

Impegniamoci quotidianamente affinché simili situazioni non si verifichino

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facebook

a cura di Cristiana Facchini

I giovani d’oggi (ossignore, parlo come mia nonna….) sono davvero nati con il mouse fra i denti. Navigano su internet con la facilità con cui noi genitori alla loro età forse navigavamo con il canotto al Lido di Pomposa.

Internet è una grande risorsa, un’immensa piazza in cui si può trovare tutto e il contrario di tutto.

I ragazzi di oggi sanno usare i forum tematici per i trucchi per la Play, sanno usare Google per le ricerche, chattano: mio figlio aveva 4 anni quando mi rimproverò di cliccare l’icona sbagliata sul desktop (testuali parole)….

E veniamo a Facebook, IL social network lodato e demonizzato in egual misura. I ragazzi forse lo vedono usare da noi genitori, ma devono sapere che fino a 13 anni non è possibile iscriversi. Taroccare l’età è MENTIRE (che è reato, oltre che peccato). Diversi contenuti e applicazioni richiedono i 18 anni: dichiararsi maggiorenni per usarli è pericoloso perché espone al rischio di contenuti osceni. Facebook è vero che proibisce la pubblicazione di contenuti porno etc, ma prima che blocchi i contenuti certi filmati o foto potrebbero essere visionati….

Ai ragazzi maggiori di 13 anni consiglio di ‘amicare’ solo persone che conoscono davvero, non accettare le richieste di amicizia di perfetti sconosciuti tanto per fare numero solo per esserne lusingati. Anche qua il mostro è in agguato. Attenzione alla pubblicazione delle foto: non pubblicate o taggate foto di persone che non hanno dato il loro consenso. Non pubblicate, ma questa è un avvertimento che spero superfluo, foto in costume adamitico ;-). Non pubblicate foto di neonati che fanno il bagnetto o il cambio pannolino: so che sono teneri, ma teniamo questi ricordi in famiglia….Ricordo che su FB non si possono pubblicare filmati che incitino all’odio, alla violenza, al razzismo e alla discriminazione: certi cori da stadio saranno famosi ma sono offensivi.

Attenzione, poi, soprattutto ai vostri commenti, ragazzi: quando scrivete sappiate che siete in piazza. O nascondete la bacheca e la rendete visibile solo agli amici (impostazioni sulla privacy) altrimenti rischiate che il vostro commento su un tal professore, poi venga letto dal medesimo…quando scrivete, insomma, badate a chi potrebbe leggerlo, fate in modo

che non sia offensivo! Perché un conto è dirlo in piazza a Decima, ma sulla vostra bacheca di FB rimane scritto: “verba volant, scripta manent”.

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a cura di Roger Ottani e Circolo Eternit

Arriva Pane e Internet il progetto promosso e finanziato dalla Regione Emilia Romagna mirato alla formazione di anziani, donne, casalinghe, immigrati e, più in generale, alle persone che spesso rimangono escluse dall’uso della tecnologia informatica e dalle possibilità offerte da internet.

I numeri di questa iniziativa sono veramente imponenti: per il triennio 2011-2013, la Regione Emilia Romagna ha erogato fondi, a fronte dei quali sono state programmate 630 edizioni di corsi gratuiti per potenziali 10.000 persone coinvolte.

I corsi sono completamente gratuiti e sono strutturati in 10 lezioni da 2 ore ciascuna in cui si affronterà l’uso di base del computer, la navigazione in Internet e l’utilizzo della rete per ottenere informazioni e servizi on line da parte delle Pubbliche Amministrazioni del territorio regionale.

Anche Decima viene coinvolta in questo progetto formativo grazie alla volontà delle Istituzioni Comunali, alla disponibilità dell’Associazione Culturale Eternit e ad alcuni sponsor che hanno contribuito alla realizzazione dell’aula informatica in cui verranno tenute le edizioni dei corsi.

Sono stati previsti due Corsi, uno con inizio il 13 febbraio ed uno il 26 marzo 2012.

Le lezioni sono tenute presso il Circolo Eternit, Via Sicilia 1/C, il lunedì e il venerdì dalle 14.00 alle 16.00 e dalle 16.00 alle 18.00.L’idea è quella di non fermarsi a questo primo fondamentale obiettivo ma, una volta terminati i corsi, di proseguire realizzando un punto d’ascolto permanente che consenta ulteriori approfondimenti, coinvolgendo le “nuove” generazioni per creare una sorta di supporto/assistenza stringendo così un patto generazionale.

Per maggiori informazioni chiamare il numero verde di Pane e Internet 800 590595, oppure il numero verde del Comune 800 069678 o direttamente agli sportelli URP di Persiceto o Decima.

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